Editoria

18 marzo 2009 | 15:12

SAVIANO:CRONISTA LO ACCUSA DI PLAGIO,CONFRONTIAMOCI A NAPOLI

SAVIANO:CRONISTA LO ACCUSA DI PLAGIO,CONFRONTIAMOCI A NAPOLI
NAPOLI
(ANSA) – NAPOLI, 18 MAR – Un confronto a Napoli con Roberto Saviano e alcune “voci dissonanti”, per capire se Gomorra “abbia o meno prodotto disinformazione sulla realtà  campana e sulla comprensione del fenomeno criminale”. La proposta allo scrittore viene da Simone Di Meo, il giornalista free-lance napoletano che accusa Saviano di plagio. Di Meo ha chiesto a Saviano un risarcimento danni di 500mila euro, ritenendo che alcune parti di Gomorra siano copiate da articoli da lui pubblicati sul quotidiano Cronache di Napoli, peraltro additato dallo scrittore – nel suo intervento dell’anno scorso al festival di Mantova – come una di quelle testate locali responsabili di una sorta di contiguità  con il mondo malavitoso. La causa intentata contro Saviano è stata trasferita dal tribunale civile di S. Maria Capua Vetere a quello di Napoli: il procedimento è alle primissime battute e non è ancora entrato nel vivo, la prossima udienza è in programma il 7 luglio. Di Meo spiega all’ANSA che seguirà  con attenzione la puntata speciale di Che tempo che fa in programma mercoledì prossimo su RaiTre, con Saviano ospite di Fabio Fazio: “Ma non mi aspetto – spiega – che in quella sede si possa parlare delle fonti alle quali ha attinto l’autore di Gomorra. Comunque, al di là  della mia vicenda personale o di quelle di altri colleghi ai quali pure ritengo che Saviano si sia ispirato, resta un tema di fondo: la scelta stilistica di Gomorra, in cui la camorra viene raccontata attraverso le maglie larghe della letteratura”. Per Di Meo “così si rischia di esagerare, inventare, creare abnormità  giudiziarie: ad esempio leggendo il libro di Saviano sembra che tutto il male della Campania sia colpa dei boss, dimenticando le responsabilità  della politica collusa e dell’imprenditoria. Vorrei che Saviano si confrontasse pubblicamente a Napoli, prendendo tutte le misure di sicurezza per la sua incolumità , con chi non la pensa come lui, e che le voci dissonanti su Gomorra non siano pregiudizialmente bollate come conniventi, invidiose o in cerca di pubblicità ”.

SAVIANO:CRONISTA LO ACCUSA DI PLAGIO,CONFRONTIAMOCI A NAPOLI
NAPOLI
(ANSA) – NAPOLI, 18 MAR – Un confronto a Napoli con Roberto Saviano e alcune “voci dissonanti”, per capire se Gomorra “abbia o meno prodotto disinformazione sulla realtà  campana e sulla comprensione del fenomeno criminale”. La proposta allo scrittore viene da Simone Di Meo, il giornalista free-lance napoletano che accusa Saviano di plagio. Di Meo ha chiesto a Saviano un risarcimento danni di 500mila euro, ritenendo che alcune parti di Gomorra siano copiate da articoli da lui pubblicati sul quotidiano Cronache di Napoli, peraltro additato dallo scrittore – nel suo intervento dell’anno scorso al festival di Mantova – come una di quelle testate locali responsabili di una sorta di contiguità  con il mondo malavitoso. La causa intentata contro Saviano è stata trasferita dal tribunale civile di S. Maria Capua Vetere a quello di Napoli: il procedimento è alle primissime battute e non è ancora entrato nel vivo, la prossima udienza è in programma il 7 luglio. Di Meo spiega all’ANSA che seguirà  con attenzione la puntata speciale di Che tempo che fa in programma mercoledì prossimo su RaiTre, con Saviano ospite di Fabio Fazio: “Ma non mi aspetto – spiega – che in quella sede si possa parlare delle fonti alle quali ha attinto l’autore di Gomorra. Comunque, al di là  della mia vicenda personale o di quelle di altri colleghi ai quali pure ritengo che Saviano si sia ispirato, resta un tema di fondo: la scelta stilistica di Gomorra, in cui la camorra viene raccontata attraverso le maglie larghe della letteratura”. Per Di Meo “così si rischia di esagerare, inventare, creare abnormità  giudiziarie: ad esempio leggendo il libro di Saviano sembra che tutto il male della Campania sia colpa dei boss, dimenticando le responsabilità  della politica collusa e dell’imprenditoria. Vorrei che Saviano si confrontasse pubblicamente a Napoli, prendendo tutte le misure di sicurezza per la sua incolumità , con chi non la pensa come lui, e che le voci dissonanti su Gomorra non siano pregiudizialmente bollate come conniventi, invidiose o in cerca di pubblicità ”.

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