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19 marzo 2009 | 12:02

USA:GIURATI USANO TROPPO IPHONE E WEB,PROCESSI IN CRISI

USA:GIURATI USANO TROPPO IPHONE E WEB,PROCESSI IN CRISI/ANSA
RICERCHE SU WIKIPEDIA E CONFIDENZE SU FACEBOOK CREANO PROBLEMI
WASHINGTON
(ANSA) – WASHINGTON, 18 MAR – L’effetto Google e Facebook arriva anche nelle austere aule di giustizia americane e spazza via tradizioni legali centenarie. L’annullamento in questi giorni di vari processi dopo la scoperta che i giurati avevano fatto ricerche sul web, usando anche gli iPhone e i Blackberry portati in aula, ha fatto lanciare l’allarme al New York Times: c’é il rischio che vengano stravolte regole ferree giudiziarie che avevano resistito all’avvento di giornali, radio e Tv. La giuria popolare in un processo americano è vincolata a non tener conto di alcuna informazione sul caso al centro del dibattimento che non sia stata ammessa dal giudice, e ha l’obbligo di non cercare approfondimenti fuori dall’aula di giustizia. Un vincolo che talvolta, in casi di particolare delicatezza, è stato garantito chiudendo in clausura i giurati per tutta la durata del processo, senza contatti con l’esterno. Ma adesso la facilità  di accesso a Internet, favorita anche dai cellulari che permettono la navigazione sul web, sta facendo emergere casi di giurati che nelle pause dei processi si documentano su Wikipedia su nozioni di medicina legale che dovrebbero ascoltare solo dai testimoni, o cercano di ricostruire su Google Map itinerari di un killer che dovrebbero apprendere solo dai consulenti di accusa e difesa. Tra i casi citati dal Nyt, figura l’azzeramento di un importante processo federale per traffico di farmaci in Florida, dopo che quasi tutti i giurati hanno ammesso di aver fatto ricerche su Google, anche durante il processo, servendosi dei loro gadget elettronici. In Arkansas, una società  edile ha chiesto la scorsa settimana di annullare una condanna a un risarcimento di 12,6 milioni di dollari, dopo aver scoperto che uno dei giurati aveva parlato del processo in corso sul servizio di micro-blogging Twitter. In Pennsylvania, i difensori di un ex senatore dello Stato, Vincent Fumo, hanno chiesto lunedì l’annullamento del processo per corruzione, dopo che un giurato ha parlato del dibattimento con gli amici su Facebook. “E’ impossibile controllare il fenomeno”, ha ammesso Douglas Keene, presidente dell’associazione che riunisce i periti tecnici processuali. Studiosi di diritto hanno messo in guardia, sul New York Times, sulla possibilità  che il sistema giudiziario creato in secoli di storia venga profondamente snaturato, perché si basa sulla possibilità  di creare in aula la fonte di prova in un dibattimento monitorato con attenzione da un giudice. Il web mette in pericolo l’equilibrio e ora parte la caccia alle possibili soluzioni: dal sequestro dei telefonini in aula (pochi tribunali Usa lo fanno) a metodi coercitivi per isolare i giurati e tenerli lontani dal web.

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