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20 marzo 2009 | 18:53

SCUOLA: OCCORRE CAMBIARE, I ‘NATI DIGITALI’ SI ANNOIANO/ANSA

SCUOLA: OCCORRE CAMBIARE, I ‘NATI DIGITALI’ SI ANNOIANO/ANSA
UNA PROPOSTA, PER FARLI STUDIARE MANDARLI SU INTERNET
MILANO
(ANSA) – MILANO, 20 MAR – A casa hanno il mondo a portata di tastiera, navigano, viaggiano, apprendono. Non appena varcano il portone di scuola precipitano nel passato. Sono i ‘nativi digitali’, ragazzi nati nell’era di Internet, mondo in cui la generazione degli adulti, che propone loro l’attuale modello di scuola, è fatta al contrario da ‘immigrati’. C’é un baratro fra i due mondi e fino a quando gli adulti non getteranno un ponte su di esso, le due comunità  non si comprenderanno. Affollato il dibattito su questo tema, oggi presso la Fast di Milano, che ha appassionato studenti e insegnanti, nativi e immigrati. Illuminante il paragone di Paolo Ferri (Università  Milano-Bicocca) per mostrare, a suo modo di vedere, i limiti della scuola di oggi: “Quando negli Ottanta ci si recava nella Germania dell’Est, avevamo la sensazione di tornare indietro di 30 anni. E’ la stessa sensazione che hanno ogni giorno i nostri figli quando entrano a scuola. Noi abbiamo di Londra l’idea che ce ne ha dato per anni Sandro Paternostro. Loro passeggiano nelle sue strade senza esserci mai fisicamente stati. Noi incontravamo gli amici al bar, loro vanno su facebook”. Davanti a questa rivoluzione i metodi di insegnamento delle nostre scuole sono gli stessi da sempre. Gianni Degli Antoni (Università  di Milano), padre dell’informatica milanese, guarda da vicino ai nativi digitali: non vogliono imparare, non gliene importa nulla, non studiano, davanti a questa scuola restano indifferenti e annoiati. Cosa fare? Degli Antoni ha una ricetta: “Insegnare loro coinvolgendoli nel loro terreno. Inutile far loro comprare costosi volumi di Storia, ma bisogna far scrivere a loro stessi la Storia, sollecitandoli ad andare a trovare le fonti su Internet. Sbaglieranno anche, ma è l’unico modo per far loro costruiire un pensiero critico”. Il dibattito ha coinvolto altre personalità , dal genetista Edoardo Boncinelli al giornalista Paolo Liguori, dal sociologo Derrick de Kerckhove al fondatore di Questar (prodotti software) David Orban. La conclusione di Bruno Lamborghini, presidente AICA (Associazione per l’informatica e il calcolo automatico), é che il tema “non è soltanto sociologico, ma politico. E non riguarda solo la formazione ma anche il lavoro, che esso stesso oggi è vecchio rispetto alle potenzialità  della rete”.(ANSA).

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