Editoria

24 marzo 2009 | 11:38

EDITORIA: USA; NASCE GLOBALPOST,SITO SU POLITICA ESTERA

EDITORIA: USA; NASCE GLOBALPOST,SITO SU POLITICA ESTERA/ANSA
65 CORRISPONDENTI NEL MONDO; SERVIZIO PER ABBONATI E TV LOCALI
NEW YORK
(ANSA) – NEW YORK, 23 MAR – E’ nato GlobalPost, uno sito americano di politica estera, con 65 corrispondenti in tutto il mondo e che punta a offrire servizi a pagamento ai suoi abbonati oltre che a testate televisive tradizionali come la Cbs. Come spiega oggi il New York Times, che a GlobalPost dedica un articolo, si tratta di una start-up di Boston, finanziata con 8,5 milioni di dollari, che punta ad essere redditizia all’inizio dell’anno prossimo. Il principio è il seguente, ed è piuttosto originale. Accanto al sito vero e proprio, gratuito e non particolarmente originale (globalpost.com) c’é una sezione a pagamento, Passport, che offre in cambio di 199 dollari l’anno un accesso esclusivo e diretto ai corrispondenti, con articoli esclusivi, email di breaking news, teleconferenze, a anche richieste esclusive dirette. “Se siete membro, la vostra voce sarà  ascoltata alla riunione di redazione”, spiega il direttore del sito Charles Sennott, anche se è poi le direzione ad avere l’ultima parola. I corrispondenti hanno uno stipendio di base di mille dollari al mese per quattro articoli, oltre ad una partecipazione nella società  che gestisce il sito. Al momento gli abbonati sono meno di una trentina, ma l’obiettivo è di giungere a circa duemila entro la fine dell’anno. Il sito è sempre più visitato: in un mese gli utenti sono stati 250 mila circa (il triplo circa del previsto), e i contatti hanno superato 1,1 milioni, la metà  dei quali di navigatori che tornati a consultarlo almeno una seconda volta. Uno dei problemi da risolvere è quello della pubblicità , ancora relativamente scarsa. Una grossa compagnia assicurativa ha firmato un contratto per un anno, ma è vero che è un momento particolarmente difficile. GlobalPost dà  anche i suoi corrispondenti in affitto a una serie di giornali, che possono utilizzare i loro articoli o chiederli confezionati su misura. Lo fa il Daily News, il più diffuso tabloid di New York, e il Boise Weekly, un settimanale dell’Idaho. Le tv infine: la Cbs ha con GlobalPost un accordo non esclusivo per utilizzare i corrispondenti per le breaking news o se manca il proprio giornalisti. Il telegiornale serale della tv pubblica, ‘Worldfocus’ chiede servizi ai giornalisti del sito, che lavorano con una minitelecamera a buon mercato, la Flip, sempre più popolare negli Usa. Quella ad alta definizione costa meno di 230 dollari, circa 200 euro.

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