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26 marzo 2009 | 17:25

INTERNET: WEB SEMPRE MENO SICURO,RAGAZZI E ANZIANI A RISCHIO

INTERNET: WEB SEMPRE MENO SICURO,RAGAZZI E ANZIANI A RISCHIO
POLIZIA POSTALE, ACCORDO CON FACEBOOK PER UN ‘DECALOGO’
MILANO
(ANSA) – MILANO, 26 MAR – In Italia navigare sul web è diventato sempre più pericoloso: a rischio non ci sono solo i ragazzi, ma anche gli anziani, sempre più esposti alle truffe. L’allarme è stato lanciato, in una tavola rotonda a Milano, dal vicepresidente della commissione trasporti della Camera Luca Barbareschi, attore e creatore dell’omonima Fondazione Onlus per la tutela dei bambini contro la pedofilia. “Ci vuole una regolamentazione della rete” è l’invito di Barbareschi, che si è fatto promotore della prima Giornata di lotta alla pedofilia, in programma il prossimo 5 maggio e di una proposta di legge di riordino della pedofilia in rete. “Il testo è pronto – ha detto – spero che il prossimo anno si arrivi a una legge. La rete non deve più essere il luogo dell’anarchia. Lo stesso discorso vale per la pirateria”. Barbareschi ha accusato la tv: “Qualsiasi iniziativa contro la pedofilia viene vanificata. La Rai fa reality devastanti”. Dati inquietanti sulla pedopornografia on line sono stati forniti dal direttore della polizia postale, Domenico Vulpiani: “In otto anni abbiamo catturato 4.700 pedofili, ma ci dovrebbero essere pene proporzionate. Il problema è che quasi tutti sono recidivi, la pedofilia dà  dipendenza ed è un problema clinico. Su questo stiamo lavorando anche con l’Fbi”. Si è appreso che le autorità  hanno avviato una collaborazione con Facebook per arrivare a una sorta di decalogo. Oltre ai ragazzi, “stanno diventando sempre più gli anziani il bersaglio della criminalità  informatica – ha detto Gigi Tagliaferri, presidente dell’Associazione per la sicurezza informatica (Clusit) – perché hanno risparmi e sono impreparati alle cose negative della rete”. Per Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, “bisogna informare in maniera completa i giovani delle possibili conseguenze nella vita reale di ciò che avviene sulla rete, e questo va fatto cercando di usare un linguaggio a loro comprensibile”.

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