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26 marzo 2009 | 18:30

TLC: WEF; TECNOLOGIA ITALIA SCIVOLA A 45/O POSTO MONDO

TLC: WEF; TECNOLOGIA ITALIA SCIVOLA A 45/O POSTO MONDO
LO SCORSO ANNO ERA AL 42/O; SUL PODIO DANIMARCA, SVEZIA E USA
GINEVRA
(ANSA) – GINEVRA, 26 MAR – Perde ancora terreno l’Italia delle nuove tecnologie e scivola dietro paesi come Tunisia e Giordania. Nella classifica annuale del World Economic Forum (Wef) sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Ict), il Paese è sceso dal già  poco glorioso 42/o posto (su 127) dell’anno scorso al 45/o, su un totale di 134 Paesi. Giunta all’ottava edizione, la classifica del Global Information Technology Report 2008-2009 è guidata da Danimarca e Svezia, seguiti dagli Stati Uniti che salgono di un posto e giungono terzi. Singapore è quarto e la Svizzera quinta. Chiudono la graduatoria Zimbabwe, Timor est e Ciad. Come l’anno scorso, l’Italia – con un punteggio di 4,16 contro il 5,85 del primo della classe – è preceduta da tutti i grandi Paesi membri del G7: oltre agli Usa terzi, Canada decimo, Regno Unito quindicesimo, Giappone (17), Francia (19) e Germania (20). E’ inoltre scavalcata da paesi come la Tunisia (38/a) o la Giordania (44/a). Precede appena la Cina, salita di 11 posizioni al 46/o posto. La classifica del rapporto è stilata in base del Networked Readiness Index, che misura la propensione dei Paesi a sfruttare efficacemente le Ict da tre punti di vista: contesto (commerciale, regolatorio e infrastrutture), capacità  di individui, aziende e governi a trarre vantaggi delle Ict ed infine l’utilizzo effettivo delle tecnologie. Alla voce ‘contesto’, l’Italia resta penalizzata dai bassi voti ottenuti in materie quali gli effetti e l’estensione della tassazione (129/a), il peso delle regolamentazioni governative (130) o i tempi per attuare un contratto (121). Sul fronte ‘capacita”, il Paese risulta penalizzato dalla bassa importanza attribuita dal governo alle Ict (125), ma globalmente i voti sono discreti, in particolare per il costo della banda larga(3). Nel capitolo ‘utilizzo’, l’Italia è settima per utenti di telefonia mobile. Per Irene Mia, Senior Economist del Wef e co-autrice del rapporto, il successo delle economie prime in classifica mostra la strada da percorre, con l’accento posto su educazione, innovazione e accesso. Per l’esperta “settore pubblico e privato non devono perdere di vista l’importanza dell’informazione quale fattore importante della crescita e della competitività  in tempo di crisi”.

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