Comunicazione

27 marzo 2009 | 18:46

G20: GOOGLE,TWITTER, FALSE COPIE FT;ECCO ARMI NO-GLOBAL

G20: GOOGLE,TWITTER, FALSE COPIE FT;ECCO ARMI NO-GLOBAL
PROTESTANTI CREATIVI E TECNOLOGICI, MA POLIZIA TEME SCONTRI
LONDRA
(di Mattia Bernardo Bagnoli) (ANSA) – LONDRA, 27 MAR – Copie false del Financial Times distribuite per le strade di Londra, Twitter, e massiccio uso di Google StreetView per pianificare proteste sorpresa. Ecco le armi a disposizione dei gruppi anti G20 per manifestare il loro dissenso nei confronti dei leader del mondo che la prossima settimana si riuniranno nella capitale britannica per decidere un nuovo round di misure anti-crisi. Se il mondo cambia, dunque, cambiano anche i metodi per esprimere il dissenso. E nell’epoca del web 2.0 non è un caso che la rete diventi il mezzo migliore per ‘aggirare’ il sistema e permettere un’organizzazione orizzontale della protesta. La creatività  ad ogni modo non manca. Il gruppo ‘Reclaim The Sheets’ ha infatti pubblicato un’edizione ‘alternativa’ del celebre quotidiano della City di Londra – stampato sulla caratteristica carta color salmone – datato 2020. Nel numero, distribuito oggi nel quartiere finanziario, s’immagina come alcune misure adottate nel 2009 abbiano imbrigliato il cambiamento climatico. Nel mentre, sull’annesso sito internet altrettanto fasullo www.ft2020.com, fanno bella mostra titoli come ‘Il capitalismo non e’ vera democrazià  ed ‘Esiste una cosa chiamata societa’, dice il primo ministro britannicò. Battute a parte, Scotland Yard teme disordini seri. Le licenze sono state sospese e gli agenti normalmente dislocati nei vari quartieri di Londra sono stati tutti reclutati per essere prontamente utilizzati nelle ‘zone calde’. Ovvero il distretto finanziario delle Docklands, la City, e naturalmente il centro congressi Excel, dove il vertice avrà  materialmente luogo. Sir Paul Stephenson, della Metropolitan Police, ha detto che la polizia avrà  a che fare con “volti noti” del movimento no-global britannico e un mix di estremisti internazionali in arrivo in questi giorni a Londra. “Gli organizzatori delle proteste – ha detto Stephenson – non solo stanno usando social network tradizionali, come Facebook, per mobilitare i loro sostenitori, ma ne hanno creati altri ex novo”. Il pericolo, questa volta, potrebbe dunque correre sul wireless. L’obbiettivo, come sempre, è quello di protestare il più vicino possibile alla stanza dei bottoni. Il gruppo ‘Climate Camp’ ha già  detto che se la polizia gli vieterà  di attrezzare un campo nel cuore della City scatenerà  delle “azioni simultanee di rappresaglia”. Il variegato movimento di critica dei potenti nel mondo ha intanto trovato un inatteso – e inusuale – leader a cui guardare. Si tratta di Chris Knight, professore in antropologia alla University of East London. Che ieri è stato sospeso dopo aver pronunciato una serie di dichiarazioni esplosive. “Noi vogliamo essere pacifici – ha detto – ma se Gordon Brown manderà  la polizia in assetto antisommossa, o userà  agenti provocatori per creare disordini, allora si scatenerà  l’inferno”.

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