Televisione

30 marzo 2009 | 13:51

RAI: MIMUN, VOGLIO BENE ALL’AZIENDA MA RESTO A MEDIASET

RAI: MIMUN, VOGLIO BENE ALL’AZIENDA MA RESTO A MEDIASET
(AGI) – Roma, 30 MAR. – “Io direttore di una rete Rai? Ora faccio, e molto volentieri, il Tg5. Sono lontano dalla pensione e credo che, come ha dimostrato la storia della tv, un bravo giornalista possa fare anche una buona rete. Ma sto benissimo a Mediaset dove si lavora guardando a prodotto e risultati. Per uno come me e’ l’ideale”. Lo dice Clemente Mimun in una lunga intervista pubblicata sul numero di aprile del mensile free press Pocket diretto da Daniele Quinzi. “Voglio molto bene anche a tanti colleghi della Rai: dagli operatori agli operai, dai giornalisti alle segretarie. L’azienda ha, invece, memoria corta, come ha dimostrato l’epilogo tra Claudio Cappon e il sottoscritto. Ma il tempo e’ galantuomo e lavorare con Confalonieri, Piersilvio Berlusconi e Andreani e’ un privilegio”. Il direttore del Tg5 ricorda la sua lunga stagione a Saxa Rubra: “Io non avevo un rapporto difficile con nessuno. Alla Rai c’e’ molta piu’ politicizzazione e ogni tanto, purtroppo troppo spesso per loro, c’e’ la chiamata alle armi. Comunque se mi guardo indietro sono orgoglioso dei risultati del mio Tg2, del Tg1, del ‘Dopotg1′ e anche dell’esperienza a Raiparlamento, con dei colleghi fantastici per serieta’ e capacita’ professionale. La stragrande maggioranza dei colleghi del Tg5 li conosco da oltre 15 anni, arrivo a dirti che prevale il rapporto di amicizia su quello professionale”. Mimun prosegue: “Il ‘Dopotg1′ faceva quasi il 27 per cento di share, pari a 7 milioni di telespettatori, durando mediamente 8 minuti. Era realizzato da me e altri 5 giovanissimi colleghi e costava meno di 5 mila euro a puntata, tutto compreso. Forse non costava abbastanza e metteva insieme troppi telespettatori per meritare di continuare. Ma vedrai che di qui a poco la Rai, che e’ servizio pubblico pagato col canone dei cittadini, tornera’ a piazzare dopo il tg un programmino di approfondimento, come e’ accaduto con Enzo Biagi per molti anni. Chi paga l’abbonamento si aspetta piu’ informazione o solo il gioco dei pacchi?”. Mimun parla anche di Gianni Riotta: “Ha pagato, come tutti, dazio ai mille azionisti di riferimento del Tg1. Non giudico il suo lavoro, ne’ ho alcuna antipatia nei suoi confronti. Diciamo che lo hanno presentato come un extraterrestre e, invece, e’ un essere umano come tutti noi, con pregi e debolezze. E’ certamente un buon giornalista, degno della top ten tra gli italiani”.

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