Editoria

31 marzo 2009 | 14:12

MED: PRESENTATA RIVISTA MEDIDEA, UN PONTE VERSO MEDITERRANEO

MED: PRESENTATA RIVISTA MEDIDEA, UN PONTE VERSO MEDITERRANEO
PRESIEDUTA DA PISANU. INTERVENUTI MARCEGAGLIA E TARAK BEN AMMAR

(ANSAmed) – ROMA, 31 MAR – E’ stato presentato oggi, a Roma, Medidea Review, il primo numero della rivista trimestrale on line edita dall’omonima fondazione, presieduta dal sen.Giuseppe Pisanu. Nell’aprire i lavori del convegno su Il Mediterraneo, possibile via d’uscita alla crisi, Pisanu ha ricordato come la sponda Sud ed Est del mare e il Golfo Persico negli ultimi 10 anni hanno registrato una crescita media del 4,4 per cento, assorbendo il 10 per cento del totale delle esportazioni italiane. Un’area, ha sottolineato Pisanu, che nei prossimi anni potrà  vantare il 5 per cento del Pil mondiale. Parlando della rivista (presentata dal suo direttore responsabile, Carlo Romano, anche nella versione cartacea), Pisanu ha detto che con il tempo si aprirà  a tutti i Paesi del bacino. Per questo si propone in italiano e inglese e, prossimamente, in arabo. Il primo numero della rivista ospita interventi di Franco Frattini, di Giuliano Amato, Massimo D’Alema, Antonio Tajani, Andrea Riccardi, Amos Luzzatto, Massimo Pini e Nino Novacco, oltre che degli ambasciatori in Italia di Libia, Gaddur, e di Francia, de la Sabliere, insieme a una intervista a Luca di Montezemolo. Uno sguardo al Maghreb, alle sue potenzialità  e anche all’attenzione che la classe politica italiana ha riservato alla sponda Sud del Mediterraneo ha caratterizzato l’intervento di Tarak Ben Ammar, produttore cinematografico e finanziere, che ha dato atto all’Italia di un contributo unico nel rapporto con i Paesi del Nord Africa. Soprattutto, ha detto, perché ha avuto il “coraggio di riconoscere che il colonialismo è stato un errore” e ha capito “la sofferenza e la dignità  dell’autodeterminazione dei popoli”. Parlando della gioventù maghrebina (“il 65 per cento dei giovani ha meno di 25 anni), Ben Ammar ha usato una immagine forte per spiegare il depauperamento culturale delle società  dei Paesi africani che si affacciano sul Mediterraneo. “Abbiamo visto che è stata lanciata un’opa sulla gioventù maghrebina”, ha affermato, ricordando come quei ragazzi non leggono libri o giornali, non vanno su internet, ma sono condizionati dalle televisioni: “trascorrono sei ore al giorno davanti a tv”, che spesso si fanno portatrici di messaggi non laici. Per questo, ha spiegato, è nata – con una alleanza con Mediaset – Nessma, non solo prima televisione per il Magrheb, ma forse prima televisione per il Mediterraneo (da giugno andrà  anche su Hot Bird, per raggiungere gli oltre venti milioni di nordafricani che vivono in Europa). Una televisione che respinge l’idea che l’islam non sia compatibile con la modernità . E per confermare questo ha mostrato un breve filmato su Nessma in cui, ha detto, “non c’é nessuna donna velata”. Di crisi e Mediterraneo ha parlato il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che ha detto come per l’Italia, una volta superata la congiuntura avversa, uno dei driver da seguire (insieme a una maggiore attenzione verso le tecnologie legate alle politiche dell’ambiente, soprattutto dopo le prese di posizioni del presidente americano Barak Obama) sarà  quello di una presenza più forte in mercati quali quelli dell’Est Europa, ma soprattutto del Mediterraneo.

Comments are closed.