Comunicazione

31 marzo 2009 | 14:58

GIORNALISTI: GIANNI LETTA, IO PRESTATO A ISTITUZIONI

GIORNALISTI: GIANNI LETTA, IO PRESTATO A ISTITUZIONI
COSTANZO E BEVILACQUA TRA PREMIATI PER 50 ANNI PROFESSIONE
ROMA
(ANSA) – ROMA, 31 MAR – “Mi considero un giornalista prestato alle istituzioni. Per questo non ho mai voluto fare politica, ma ho voluto portare l’impegno della professione, quel senso del dovere, anche a servizio dello Stato”, ha detto Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, alla cerimonia organizzata a Roma dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio in cui stamattina ha ricevuto un riconoscimento per i suoi 50 anni di giornalismo. Fra gli altri premiati più noti Maurizio Costanzo, il cronista dello sbarco sulla Luna Tito Stagno, lo storico direttore generale della Rai Biagio Agnes e Luigi Locatelli; Eugenio Scalfari (assente per un impegno a Parigi); Alberto Bevilacqua e il regista Giuseppe Ferrara. Oggi fare il giornalista “é un po’ più difficile, anche se c’é internet che ha aperto nuovi canali. Ma non è mai stato facile. Un tempo si diceva che di notte girano solo ladri, prostitute e giornalisti”, ha detto Maurizio Costanzo. E Letta ha aggiunto che in lui “é sempre vivo il virus del giornalismo”. A introdurre la premiazione è stato il presidente dell’Ordine dei giornalisti del Lazio Bruno Tucci (anche lui premiato oggi) che ha sottolineato come “il giornalismo stia perdendo di qualità ”. Secondo Alberto Bevilacqua invece “non é scaduto il giornalismo, ma è la realtà  che è cambiata fortemente. Io devo molto al mio periodo da giornalista, mi ha consentito di essere vero e reale nel raccontare”. Tito Stagno, ha fatto una riflessione sulla tv di oggi: “La Rai la vedo male, come la realtà  di oggi, Ha mezzi con cui potrebbe fare cose splendide e invece fa spesso programmi banali e volgari. Il pubblico invece cerca anche la qualità . Lo dimostra il successo che continua a riscuotere Piero Angela”. Costanzo reputa infine la giornata di oggi “una delle più emozionanti ma anche drammatiche della mia vita, mi scorrono davanti 50 anni. Grazie per avermi sopportato e accettato, voglio morire giornalista”.

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