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03 aprile 2009 | 16:20

Emirati/ Dubai dichiara guerra a “You Tube” e convoca “Google”

Emirati/ Dubai dichiara guerra a “You Tube” e convoca “Google”
Per “trovare modo di censurare video immorali e terroristici”

Roma, 3 apr. (Apcom) – E’ oramai guerra dichiarata, quella della polizia di Dubai negli Emirati Arabi Uniti, contro ‘You Tube’ accusato di diffondere video e immagini “immorali” e “apostate” che provocano problemi sociali soprattutto tra le nuove generazioni del Paese. Il sito web della tv satellitare al Arabiya dà  notizia dell’incontro avvenuto oggi fra il vice capo della Polizia di Dubai, il colonnello Khamis al Muzainah, e i responsabili per il Medio Oriente del motore di ricerca ‘Google’, “convocati d’urganza” per “concordare i meccanismi” atti a contenere il fenomeno considerato ‘estraneo’ agli usi e costumi dell’Emirato arabo.

L’incontro avviene un giorno dopo un accordo raggiunto dal capo della Polizia, generale Thahi Khalfan, con l’Ente statale della Comunicazione degli Emirati che ha stabilito una lista di “500 parole chiave” da mettere al bando “per impedire l’accesso ai siti che violano la morale pubblica”, espressione usata nel paese arabo per indicare i siti pornografici.

“Durante l’incontro avvenuto oggi a Dubai, i responsabili della Sicurezza – si legge nel comunicato della polizia citato da al Arabiya – hanno chiesto al direttore per lo sviluppo del motore di ricerca Google nel Medio Oriente di limitare la diffusione di video sessualmente immorali, irrispettosi delle religioni e istiganti all’apostasia, oppure che fanno propaganda per sette religiose”. Nella riunione, la polizia ha anche chiesto di “trovare il modo per censurare i brani che violano la privacy, istigano al terrorismo e alla violenza oppure diffondono integralismo religioso e discriminazione razziale”. “Particolare attenzione” è richiesta anche per i filmati che “non sono adeguati ai bambinii”, a quelli che “promuovono suicidio e devianze sessuali”. Termine, quest’ultimo, usato per indicare l’omosessualità .

“Non sono consoni ai nostri usi e costumi”, ha detto il vice capo della Polizia, che subito dopo la campagna contro “You Tube” intende passare a “Face Book”, il popolare sito di social network.

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