Editoria

06 aprile 2009 | 10:47

BERLUSCONI, MEDIA CONTRO ITALIA, TENTATO DA MISURE DURE/ANSA

BERLUSCONI, MEDIA CONTRO ITALIA, TENTATO DA MISURE DURE/ANSA
VIEN VOGLIA DI DIRE ‘ANDATE AL DIAVOLO’;FNSI,DICHIARAZIONI GRAVI
PRAGA
(Dell’inviato Federico Garimberti) (ANSA) – PRAGA, 4 APR – Per Silvio Berlusconi la misura è colma. Il presidente del Consiglio si scaglia contro i media italiani, accusandoli di “remare contro gli interessi del paese” con “calunnie” su gaffe inesistenti del capo del governo e senza mai mettere in risalto l’azione che l’esecutivo svolge sulla scena internazionale. Una situazione che lo spinge ad essere “tentato da misure dure” come quella di suggerire agli italiani di non guardare più una televisione o di non comprare più un giornale. Nel mirino finisce anche la Cgil con la quale il Cavaliere dice di voler dialogare ma senza troppe speranze poiché “con i sordi non si può ragionare”. Quando arriva nell’hotel che lo ospita a Praga l’umore del presidente del Consiglio non è dei migliori. Al vertice della Nato era andato via senza rispondere alle domande dei giornalisti mantenendo la promessa di non voler più parlare con la stampa. Ma dopo una breve sosta in albergo e una lunga passeggiata nel centro di Praga, dove domani si terrà  il vertice Ue-Usa, lo stato d’animo migliora. Sarà  stato il breve giro tra gli antiquari dove, dice scherzando, deve comprare un regalo per Vladimir Putin e Dimitry Medvedev. O forse i tanti turisti, italiani e stranieri, che lo fermano per farsi fotografare o per salutarlo, fatto sta che quando si ferma a parlare con i cronisti il sorriso gli è tornato sul volto. Parla dell’accordo raggiunto in mattinata a Strasburgo sul nome del prossimo segretario generale della Nato, rivendicando la mediazione italiana e sottolineando “la splendida collaborazione” con il presidente statunitense Barack Obama. Ma proprio i risultati che dice di avere ottenuto lo spingono a estendere il ragionamento all’atteggiamento dei media nei suoi confronti: il suo bersaglio sembrano principalmente i giornali, ma nel mirino finiscono anche le televisioni. “Quello che spiace veramente è che la stampa italiana remi contro gli interessi dell’Italia”, dicendo che “il premier fa delle gaffe o delle figuracce sul palcoscenico internazionale: viene voglia di dire ‘ma andate al diavolo’”. E la sua reazione, davanti a quelle che non esita a definire “calunnie” e “disinformazione nei confronti dei lettori” è senza appello: non voglio arrivare a dire che servono azioni dirette e dure nei confronti di certi giornali e di certi protagonisti della stampa, però sono tentato perché non si fa così”. A quali misure si riferisca, Berlusconi lo dice chiaramente: “Pensate che se io dico ‘non guardate piu’ una televisione o altrò non c’é nessuno che mi segua in Italia?”. La minaccia, neanche tanto velata, è dunque quella di chiedere un boicottaggio a lettori e telespettatori. Parole che scatenano le proteste della Federazione Nazionale della Stampa che con il presidente Roberto Natale parla di dichiarazioni di “inaudita gravità  e con il segretario Franco Siddi di “cattive tentazioni”. La reprimenda di Berlusconi che si estende al principale sindacato italiano. Berlusconi prima ridimensiona i numeri della piazza sostenendo che a manifestare contro il governo fossero solo 200 mila persone poi, a proposito di un tavolo con il principale sindacato italiano, il premier sembra prima aprire e poi chiudere: il dialogo è auspicabile ma “vedendo i comportamenti degli altri viene da dire che non sono cambiati per niente e con i sordi non si può parlare o ragionare”. Anche perché, aggiunge, quello che chiede la Cgil è esattamente ciò che il governo ha annunciato visto che l’esecutivo è pronto a “ritardare” qualche opera pubblica pur di evitare che qualcuno sia emarginato dalla crisi. Poi, poco prima di salire in macchina, si concede una battuta scherzosa: “Il tavolo? In testa glielo do…”. (ANSA).

BERLUSCONI, MEDIA CONTRO ITALIA, VORREI MANDARLI AL DIAVOLO (2)
PRAGA
(ANSA) – PRAGA, 4 APR – “Quello che spiace veramente – ha detto il premier da Praga – è che la stampa italiana remi contro: quella cosa della Regina è una cosa assurda, esattamente come il video messo su Youtube sul ministro Giorgia Meloni, che è una cosa che non esiste: c’erano lì tutti, c’era lei e io ho detto ‘dov’é la piccola?’. Io la chiamo sempre così e aver sostituito anche la voce…”. Il premier ha citato quindi quanto riferito da una tv francese a proposito di una presunta frase rivolta a Nicholas Sarkozy ed ha poi criticato i resoconti su quanto avvenuto in mattinata a Strasburgo, al vertice per i 60 anni della Nato. “Io – ha proseguito con un esempio calcistico – quando c’é la Juve o l’Inter che giocano fuori casa con una squadra straniera, tifo sempre per loro. Ora, non è possibile che uno vada fuori, si danni, faccia i tour de force che faccio io e poi arriva a casa e trova la stampa italiana che non sembra avere altro obiettivo se non quello di dire che il premier ha fatto delle gaffe o delle figuracce. Io non lo so – ha proseguito – ma con tutta l’esperienza che ho, con tutto quello che ho costruito nella vita, sono qui a rappresentare l’Italia con senso di responsabilità  e vedere che tutti giocano contro così, con le vignette, la televisione, etc., allora ti viene voglia di dire: ma andate al diavolo”. “Quindi, se a un certo momento dovesse continuare questa cosa, veramente non parlo più, perché non è possibile che si abbiano dei giornali contro l’interesse dell’Italia: anche sulla crisi, con il catastrofismo, o questi che scendono in piazza… a parte il fatto che resta sempre l’abitudine consolidata della menzogna assoluta”. Il premier ha concluso sottolineando che con la Regina Elisabetta non c’é stato alcun incidente diplomatico: “Che s’inventi la storia che la Regina mi abbia fatto un rimbrotto” é assurdo, visto che “la Regina è stata assolutamente aperta e simpatica”. E poi, ha concluso, “leggo che, quando fa una smentita non richiesta Buckingham Palace, dicono che l’ha dovuta fare su pressione di Berlusconi: andate al diavolo veramente, non se ne può più”. (ANSA).

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