Cinema

16 aprile 2009 | 16:24

CINEMA: LA “PIRATERIA” METTE A RISCHIO 250MILA POSTI DI LAVORO

CINEMA: LA “PIRATERIA” METTE A RISCHIO 250MILA POSTI DI LAVORO
(AGI) – Roma, 16 apr. – Duecentocinquantamila posti di lavoro a rischio, 537 milioni di euro di danni nel settore del cinema, un giro d’affari illegale da 332 milioni di euro, 354,8 milioni di film contraffatti. Questi i numeri del fenomeno della pirateria cinematografica in Italia, resi noti oggi alla Casa del cinema di Roma dove se n’e’ parlato con registi (Giuseppe Tornatore, Paolo Virzi’, Enrico Vanzina e Leonardo Pieraccioni), politici (il sottosegretario Paolo Romani) e addetti ai lavori durante la presentazione della prima ricerca sulla pirateria cinematografica in Italia organizzato dalla Fapav (Federazione anti-pirateria audiovisiva). Dai dati della ricerca realizzata dalla Ipsos su 2038 adulti over 15 anni emerge che la ‘pirateria’ fisica incide per il 17%, alimentata soprattutto dall’acquisto di dvd contraffatti. La pirateria digitale (film scaricati dal web rappresentano) ha coinvolto il 21% degli intervistati. Un altro dato appare significativo: il 24% del campione ammette di aver visto film piratati. Secondo gli esperti la vendita di dischi ‘falsi’ da parte di vucumpra’ e’ destinata a scomparire in breve tempo, mentre crescera’ la pratica di scaricare o condividere su internet film piratati. Su quest’ultimo punto, dalla ricerca emerge che in Italia non c’e’ la percezione del reato di ‘download’ illegale. E proprio su questo punto governo ed esperti hanno intenzione di operare. “L’ampliamento della banda larga – spiega il sottosegretario Romani – e’ un processo irreversibile e, passando come speriamo dal 18% di oggi al 35-36% di copertura, si rischia di far salire in maniera vertiginosa la percentuale di download illegali. Per contrastare questo fenomeno pensiamo ad un’azione di educazione nelle scuole e di ‘warning’, avvisi di reato per chi scarica da internet”. La proposta di Romani non trova d’accordo il regista Paolo Virzi’ che non crede nelle possibilita’ di fermare il fenomeno on-line: “Bloccare il download e’ come tentare di fermare il vento – spiega il regista -. A mio giudizio invece bisogna puntare il dito contro coloro che fanno grandi affari con questo sistema, ossia contro i grandi provider come Telecom, Infostrada o Fastweb”. Ma il regista livornese non si limita ad accusare le grandi compagnie e avanza una proposta che trova d’accordo anche il collega Enrico Vanzina e il produttore Riccardo Tozzi (Cattleya): i grandi distributori come Medusa, Rai Cinema o Lucisano devono diffondere on-line i film dell’anno precedente arricchiti di contenuti speciali, ricchi di curiosita’ e in versione perfetta a prezzo bassissimo, nell’ordine di 50 centesimi-un euro. “In questo modo sara’ da sfigati scaricare illegalmente – spiega Virzi’ -. Forse cosi’ riusciremo a battere la pirateria perche’ non credo che la prima visione si possa proteggere solo con gli sceriffi”.

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