Scelte del mese, Servizio di copertina

16 aprile 2009 | 17:44

E adesso poveruomo!

Ha chiesto che lo lasciassero solo per una mezz’ora nella sua stanza di neo direttore del Corriere della Sera. “Mezz’ora soltanto”, ha chiesto con voce spenta. Ferruccio de Bortoli ha appena finito   il suo discorso di insediamento. Un discorso asciutto, senza fronzoli, senza bandiere: “Qui non c’È niente da festeggiare”, gli scappa detto.
E quando finalmente chiudono la porta della sua stanza su al primo piano, de Bortoli riesce a mandare già™ quel malloppo che gli chiude la gola dalla mattina, da quando appena alzato si È guardato allo specchio, bianco come un cencio.   Lui lo sa meglio di tutti i giornalisti   del suo quotidiano: qui non c’È niente da festeggiare! PIgI Battista,   il suo vice, glielo ha già  fatto sapere: se ne andrà  a Roma, a fare l’editorialista politico.

Ferruccio si accascia sul ripiano tirato a lucido della sua scrivania.
La votazione al suo discorso di mercoledì e giovedì ha detto sì, naturalmente. Domani mattina dovrà  firmare il giornale di venerdì, primo giorno della sua nuova direzione. Dio, è la prima volta che firma per il Corriere sapendo che questa volta sono Bazoli e Geronzi che gli tengono la mano che firma. Nonostante l’appoggio quasi incondizionato della redazione e del sindacato interno questa volta dovrà  chiedere il consenso dei due azionisti, fosse pure per smuovere un sasso.
Dovrà  fare i conti su tutto, con il piano che l’amministratore delegato Perricone sta preparando per i quotidiani Italia, per trovare un’alternativa ai collaterali rinsecchiti, e per fare i conti con la vena della pubblicità  che non butta più oro e neanche nichel.
La grande crisi sta arrivando a ondate schiumanti. È una crisi semplice nei suoi fondamentali: le banche e il sistema finanziario Usa hanno rubato, portando i clienti americani al debito. Poi hanno detto: ridateci i soldi. Ma i soldi non c’erano più. C’erano soltanto i debiti.
De Bortoli è uno dei migliori direttori che ci sono sulla piazza. Sul suo curriculum ora ci sono segnati anche gli anni passati al Sole 24 Ore. Non granché, tutto sommato. In quegli anni Ferruccio ha sorriso, soprattutto, come Bernadette. Un sorriso appena accennato. Verrebbe voglia di dire un sorriso azzurro. Se tutta la cosa non fosse un po’ sdolcinata.
Perché gli azionisti del Corriere sanno che questa volta Ferruccio de Bortoli è un direttore con le mani legate.

(La versione integrale dell’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 394 – aprile 2009)

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