Scelte del mese

17 aprile 2009 | 16:22

Televisione – Gianni Riotta. Quel che vede, quel che sente, quel che scopre

È il primo direttore del Sole 24 Ore a non essere specializzato in economia, a non essere cresciuto in mezzo ai bilanci aziendali, a non aver fatto colazione con bond e obbligazioni, a non aver passato giorni e notti con Pil e tassi di interesse. Gianni Riotta è un giornalista ‘generalista’ con notevoli attitudini per gli esteri, ma anche per la letteratura. Bruciava ormai come una pira la poltrona di direttore del Tg1 su cui aveva preso posto lunedì 25 settembre 2006 alle ore nove di mattina per volontà  dell’allora presidente del Consiglio Romano Prodi, che vede in lui un personaggio affidabile e non certo nemico del centrosinistra. Ma anche Berlusconi non ha avuto da ridire sulla sua presenza nella capitana dell’informazione televisiva. Se il governo ha deciso di cambiare cavallo è perché doveva accontentare molti altri pretendenti magari più affini alla propria visione politica.
Puntuale e sorridente, tono di voce segnato appena dall’intonazione siciliana che ne descrive la provenienza, Riotta ha retto con una certa energia per due anni e mezzo la testa della Rai giornalistica. Spesso andava in studio alle venti in maniche di camicia, la penna stilografica che si passava nervosamente da una mano all’altra, pronto a intervistare questo o quel potente di giornata e di lungo corso, facendo innervosire i suoi giornalisti, poco abituati a un direttore che occupa il video. Tra i tanti aveva anche affrontato il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush. Da una parte lui, calmo con un inglese impeccabile, e dall’altra il capo di governo più odiato e temuto della recente storia americana, un po’ rintronato e balbettante.

(La versione integrale dell’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 394 – aprile 2009)

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