Televisione

20 aprile 2009 | 10:48

TV: CRISI, BUDGET RIDOTTI, SI PUNTA A LUNGA SERIALITA’

TV: CRISI, BUDGET RIDOTTI, SI PUNTA A LUNGA SERIALITA’/ANSA
OPERATORI INTERNAZIONALI CONCORDI, E’ IL MOMENTO DELLE IDEE
ROMA
(di Alessandra Magliaro) (ANSA) – ROMA, 19 APR – Don’t cry, create: non piangere, crea. La crisi economica globale non tralascia di colpire il settore televisivo: girano meno soldi, si punta alla lunga serialità  per ammortizzare i costi, sia nella fiction che nell’intrattenimento, ma al tempo stesso c’é una moltiplicazione di canali che hanno bisogno di prodotto e il tempo passato davanti la tv è in continuo aumento. L’allarme in Italia lo ha lanciato Pietro Valsecchi, il produttore TaoDue, su Canale 5 in queste settimane con Squadra Antimafia: “i tagli sono pesanti, almeno del 30%”. E Roberto Sessa di Grundy Italia ha rafforzato: “le tv faranno più acquisti all’estero e dunque produrranno meno in Italia”. Al momento, almeno in Italia non sarà  così. Al recente Mip tv, il mercato internazionale della tv di Cannes, Guido Barbieri, direttore diritti Mediaset, ha ammesso la crisi e però rilanciato: “puntiamo allo stesso numero di ore prodotte, a fronte di una riduzione del budget. Dunque ci orientiamo sulla lunga serialità , le coproduzioni internazionali e contiamo di sensibilizzare le star alla riduzione dei cachet”. Sul fronte Rai, Eleonora Andreatta di Rai Fiction si è dimostrata abbastanza ottimista: “é il momento delle idee, investire sullo sviluppo e l’ideazione, ma come formati è il momento della lunga serialità  che consente di ammortizzare i costi”. Jan Mojto del colosso tedesco Beta, veterano del mercato tv, dice all’ANSA: “il mercato è sempre stato ciclico, per la produzione obiettivamente registriamo una crisi ma per la distribuzione il problema non c’é: i canali sono tanti e tanto é il bisogno di prodotti”. Ma la crisi si sente eccome: al Mip tv c’é chi ha scelto di saltare un turno e non è una società  piccola ma un colosso come la Warner Bros. Sesto Cifola di Rai Trade, grande conoscitore del mercato internazionale, sostiene che “la crisi ha eliminato tante società  piccole americane” e che “paradossalmente per i programmi italiani ci sarà  più spazio all’estero e infatti registriamo grandi vendite in Sud America. Però sulla crisi non ci sono dubbi: c’é chi, tra piccole emittenti, ci ha chiesto di poter comprare programmi tv a rate”. Poi ci sono i manager che già  guardano al domani. Marco Bassetti, direttore generale Endemol Group all’ANSA osserva: “ogni paese soffre dei riflessi della crisi economica sul settore tv in maniera diversa, in Inghilterra e Spagna la situazione è più difficile che in Italia, ma in generale gli investimenti pubblicitari sono in calo ovunque e parallelamente le produzioni tv. Ricette? senz’altro investire in creatività . I network sviluppano meno prodotti, il compito resta a società  come Endemol”. Velato ottimismo anche da Fabrizio Salini di Fox Channels Italy: “nell’ambito della crisi, il settore della tv é uno di quelli che stanno tenendo di più. L’offerta tv a pagamento per ora non ne risente. Noi dei canali italiani di Fox in particolare stiamo puntando molto sugli investimenti produttivi e crediamo che anche in periodi di crisi non bisogna rischiare di meno: le scelte conservative premiano nel breve periodo ma alla lunga falliscono”. (ANSA).

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