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20 aprile 2009 | 15:03

Associazioni e sindacati – Fieg. Domani: riconversione epocale

“E’ stato un contratto voluto, non subìto. E credo di poterlo dire per tutte e due le parti. L’obiettivo, in fondo, è sempre stato questo, anche se la strada è stata lunghissima e accidentata”.
Alberto Donati, capo della delegazione degli editori alla trattativa per il rinnovo del contratto nazionale dei giornalisti, spiega come si è conclusa una vertenza durata 49 mesi e i punti principali dell’accordo.
Per quanto riguarda i punti politicamente di maggior rilievo del contratto, Donati dichiara’: “Il primo è il cambiamento strutturale delle regole del lavoro giornalistico. Le nuove regole sono permanenti e rappresentano un riferimento certo. Questo cambia le prospettive delle aziende e facilita la soluzione dei problemi. Il secondo punto è che accanto alla rinnovazione contrattuale abbiamo firmato un’intesa sugli ammortizzatori sociali su come affrontare la crisi. Editori e giornalisti scelgono una strada comune. Gli ammortizzatori sociali tendono a minimizzarne gli effetti sui giornalisti”.
Il capo della delegazione della Fieg, illustra quali sono le ‘conquiste’ più importanti da parte degli editori: “Cominciamo con la mobilità  fra diverse testate. D’ora in poi sarà  possibile che il giornalista si muova da una testata all’altra nel corso della sua vita professionale, nell’ambito dello stesso gruppo o della stessa azienda”.
“Sarà  utile anche per editori piccoli e medi”, continua Donati, “perché la nuova regola permette anche di passare dalla carta stampata al web, all’attività  di progetto per altre testate. Naturalmente nel rispetto della professionalità  del giornalista. Altra novità  di rilievo è che l’opera del giornalista, pur rimanendo legata a una testata, potrà  essere utilizzata per altre testate o unità  organizzative giornalistiche dell’azienda. D’ora in poi si potrà  fare a parità  di retribuzione, purché si tratti di un’attività  svolta nell’orario di lavoro. Questo punto introduce l’idea di un’attività  giornalistica organizzata per più situazioni. D’ora in poi il giornalista può operare su diverse piattaforme: carta stampata, on line, televisione, radio. La multimedialità , insomma”.
Donati nell’intervista a ‘Prima’ afferma che siamo alla vigilia di una riorganizzazione all’interno delle redazioni: “Sì. È una riconversione epocale. L’accordo prevede che le aziende investano in formazione e lo faranno. Chi è giovane è avvantaggiato, altri faranno più fatica. Non è detto che tutti debbano davvero imparare a far tutto, ma in termini progettuali la prospettiva è questa”.
“Il cambio delle regole nella parte normativa è stato l’elemento più complesso per la conclusione della vertenza”, dice Donati a ‘Prima’, “perché rompe schemi a cui il sistema giornalistico era abbastanza affezionato. Questo, d’altronde, era il motivo per cui avevamo rotto tre anni fa. A quel tempo abbiamo perso un’occasione”.
Il nuovo contratto facilita quindi un ricambio generazionale nei giornali? “Ci sono elementi minori, ma importanti, che vanno in questa direzione sia sul piano economico che della formazione”, risponde Donati. “Il sindacato parla di patto generazionale. Penso che anche l’intesa che abbiamo siglato sugli ammortizzatori sociali possa aiutare un ‘turnaround’ generazionale nel corpo giornalistico senza perdere competenze ed esperienza. In particolare c’è l’estensione della possibilità  di prepensionamento anche ai periodici per i quali, finalmente, si potrà  applicare la cassa integrazione straordinaria, finora riservata ai soli quotidiani”.
Donati spiega che cosa hanno lasciato sul campo gli editori: “Un po’ di soldi, l’allineamento contrattuale dell’on line e gli scatti, su cui pensavamo di uscire meglio”. (…)

(La versione integrale dell’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 394 – aprile 2009)

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