Editoria

20 aprile 2009 | 15:36

GIORNALISTI: DONATI (FIEG) “CONTRATTO VOLUTO, NON IMPOSTO”

GIORNALISTI: DONATI (FIEG) “CONTRATTO VOLUTO, NON IMPOSTO”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ stato un contratto voluto, non subito. E credo di poterlo dire per tutte e due le parti. L’obiettivo, in fondo, e’ sempre stato questo, anche se la strada e’ stata lunghissima e accidentata”. Sul numero di aprile di ‘Prima Comunicazione’, in edicola da domani, Alberto Donati, capo della delegazione degli editori alla trattativa per il rinnovo del contratto nazionale dei giornalisti, spiega come si e’ conclusa una vertenza durata 49 mesi e i punti principali dell’accordo.
Per quanto riguarda i punti politicamente di maggior rilievo del contratto, Donati dichiara a ‘Prima’: “Il primo e’ il cambiamento strutturale delle regole del lavoro giornalistico. Le nuove regole sono permanenti e rappresentano un riferimento certo. Questo cambia le prospettive delle aziende e facilita la soluzione dei problemi. Il secondo punto e’ che accanto alla rinnovazione contrattuale abbiamo firmato un’intesa sugli ammortizzatori sociali su come affrontare la crisi. Editori e giornalisti scelgono una strada comune. Gli ammortizzatori sociali tendono a minimizzarne gli effetti sui giornalisti”.
Nell’intervista a ‘Prima’, il capo della delegazione della Fieg, illustra quali sono le ‘conquiste’ piu’ importanti da parte degli editori: “Cominciamo con la mobilita’ fra diverse testate. D’ora in poi sara’ possibile che il giornalista si muova da una testata all’altra nel corso della sua vita professionale, nell’ambito dello stesso gruppo o della stessa azienda”.

GIORNALISTI: DONATI (FIEG) “CONTRATTO VOLUTO, NON IMPOSTO”-2-

“Sara’ utile anche per editori piccoli e medi”, continua Donati, “perche’ la nuova regola permette anche di passare dalla carta stampata al web, all’attivita’ di progetto per altre testate. Naturalmente nel rispetto della professionalita’ del giornalista. Altra novita’ di rilievo e’ che l’opera del giornalista, pur rimanendo legata a una testata, potra’ essere utilizzata per altre testate o unita’ organizzative giornalistiche dell’azienda. D’ora in poi si potra’ fare a parita’ di retribuzione, purche’ si tratti di un’attivita’ svolta nell’orario di lavoro.
Questo punto introduce l’idea di un’attivita’ giornalistica organizzata per piu’ situazioni. D’ora in poi il giornalista puo’ operare su diverse piattaforme: carta stampata, on line, televisione, radio. La multimedialita’, insomma”.
Donati nell’intervista a ‘Prima’ afferma che siamo alla vigilia di una riorganizzazione all’interno delle redazioni: “Si’. È una riconversione epocale. L’accordo prevede che le aziende investano in formazione e lo faranno. Chi e’ giovane e’ avvantaggiato, altri faranno piu’ fatica. Non e’ detto che tutti debbano davvero imparare a far tutto, ma in termini progettuali la prospettiva e’ questa”.
“Il cambio delle regole nella parte normativa e’ stato l’elemento piu’ complesso per la conclusione della vertenza”, dice Donati a ‘Prima’, “perche’ rompe schemi a cui il sistema giornalistico era abbastanza affezionato. Questo, d’altronde, era il motivo per cui avevamo rotto tre anni fa. A quel tempo abbiamo perso un’occasione”.

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