Editoria

30 aprile 2009 | 10:57

EDITORIA: LA STAMPA; CALABRESI, DECIFRARE LA COMPLESSITA’

EDITORIA: LA STAMPA; CALABRESI, DECIFRARE LA COMPLESSITA’
ROMA
(ANSA) – ROMA, 30 APR – “La Stampa continuerà  ad essere un giornale con le sue radici in Piemonte, in Liguria e in Valle d’Aosta, ma che non rinuncia a parlare al resto dell’Italia e a raccontare cosa accadrà  a Napoli e a New York, a Parigi e a Pechino”. Mario Calabresi, nuovo direttore de La Stampa, saluta così i lettori, oggi, nel suo primo editoriale sul quotidiano torinese. “La sfida per i giornali è oggi quella di riuscire – secondo Calabresi – a decifrare la complessità  offrendo chiavi di lettura. E’ di essere credibili, corretti e curiosi”. “Il segreto di questo giornale è di non essersi mai chiuso nel suo territorio ma di aver raccolto gli stimoli migliori che venivano da tutto il Paese e dall’altra parte delle Alpi” continua il direttore che rivolge un particolare ringraziamento all’ex direttore Giulio Anselmi, diventato presidente dell’ANSA. “Adesso per me – scrive Calabresi – comincia un’avventura nuova come direttore di questo giornale, e ho un doppio debito di gratitudine verso Giulio Anselmi, non solo per avermi lasciato un giornale bello e autorevole, ma anche per aver creduto in me quando mi assunse all’ANSA diventando il mio primo direttore”. Poi ricorda Indro Montanelli, “il direttore che non ho mai avuto. Quando vent’anni fa mi chiese se volevo fare il praticante, non avevo l’età  e stavo iscrivendomi all’università , però poi mi regalò una passeggiata nei giardini di Porta Venezia, a Milano. Di quella camminata mi piace ricordare la sola cosa che secondo lui avrei dovuto stamparmi in testa: ‘i giornalisti sono al servizio dei giornali e i giornali dei lettori’. Chi pensa il contrario farebbe bene a cambiare mestieré”. Calabresi spiega anche che “nella crisi globale della carta stampata, davanti alla necessità  di ripensare i modelli tradizionali di giornalismo, Torino, casa di questo giornale, può esserci d’esempio” perché dopo la fine della “città  fabbrica” ha trovato la forza per “rinascere diversa”.(ANSA).

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