Comunicazione, Pubblicità 

06 maggio 2009 | 16:21

Crisi, per pubblicità  in Italia segnali di vitalità  da indice A+

Crisi, per pubblicità  in Italia segnali di vitalità  da indice A+
Indice A+ Ad Audit, in calo da ottobre 2008,torna salire

Roma, 6 mag. (Apcom) – L’indice di “vitalità  del mercato pubblicitario” calcolato dalla A+ Ad Audit, che lo scorso mese aveva per la prima volta toccato il rosso (-0,2%), si è significativamente rafforzato, evidenziando ora un dato nettamente positivo, +2,4%.
L’indicatore, che era in calo dall’ottobre del 2008, per la prima volta guadagna in un solo colpo oltre due punti. Il valore di maggio risente positivamente di una marcata ripresa dell’ascolto televisivo, aumentato quasi del 7% a febbraio, anche se l’incremento sembra ora ridimensionarsi, e guadagna anche dal contrasto con l’andamento della produzione industriale, che invece prosegue nella discesa.
Mentre l’investimento netto nella pubblicità  televisiva continua a diminuire ( 5% circa sull’anno mobile), l’andamento dell’indice A+ – che misura, molto sinteticamente, la vitalità  della pubblicità  italiana in confronto alla produzione industriale – sottolinea la forza di uno dei settori più reattivi dell’economia.
Secondo il Presidente della A+ Ad Audit, Paola Furlanetto: “E’ molto importante leggere correttamente questo risultato (la forte ripresa dell’indice, ndr). Non vuol dire – puntualizza in una nota – che è finita la crisi, che va tutto bene. Dimostra però, e molto chiaramente, che l’industria mantiene la pubblicità  al centro della ricetta per il recupero, affidandole un ruolo di traino anche nei momenti di congiuntura economica sfavorevole”.
La pubblicità  televisiva – quella su cui l’indice è incentrato – si mantiene sensibile alle attese dei produttori dei beni e servizi, che si avvantaggiano oggi della riduzione dei costi pubblicitari e dell’incrementata flessibilità  derivante dalla più pronta disponibilità  degli spazi.
All’interno dei dati sottostanti all’indice, si osserva poi un interessante rimodellamento della presenza di alcuni settori merceologici portanti. Nell’anno mobile che termina a febbraio ’09, scendono auto, alimentari/dolciumi, bevande/bibite e detergenti casa, mentre tengono telefonia e “toiletries”. In crescita invece il settore farmaceutico e quello istituzionale degli “enti”, specialmente dell’area energia.
Si nota inoltre un ridimensionamento dell’arena competitiva.
Scende il numero degli spot della campagna pubblicitaria mandata in onda con maggior frequenza, ma grazie all’incremento delle audience la pressione sviluppata resta stabile. In lieve aumento la quota di pressione sul cosiddetto “Prime Time” televisivo serale.
A+ Ad Audit è la più autorevole società  italiana di auditing della pubblicità  – con clienti del calibro di Beiersdorf (Nivea), Fastweb, Mars, McDonald’s, Nintendo, Unieuro e altri. Il suo indice è basato sul rapporto tra l’andamento della produzione della pressione pubblicitaria – calcolato sull’interazione tra gli investimenti pubblicitari televisivi e l’ascolto – e quello della produzione industriale, una misura dell’andamento dell’economia generale.

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