Editoria

19 maggio 2009 | 13:16

PRIVACY:GARANTE,GIORNALISTI ATTENTI VERIFICATE INTERNET/ANSA

PRIVACY:GARANTE,GIORNALISTI ATTENTI VERIFICATE INTERNET/ANSA
FOTO DI OMONIMI DA FACEBOOK PUBBLICATE PER ERRORE IN CASI MORTE
ROMA
(ANSA) – ROMA, 19 MAG – Giornalisti attenzione alle trappole di Internet, che a volte facilita il lavoro di ricerca, altre induce in errore. E’ accaduto infatti a due persone di vedere pubblicata su siti e quotidiani, o mostrata in tv, la propria foto tratta senza ulteriori ricerche dal loro profilo su Facebook e associata alla vicenda di due omonimi deceduti nel terremoto dell’Aquila, e in un incidente stradale. Per questo il Garante per la protezione dei dati personali ribadisce oggi nella consueta Newsletter, che i giornalisti che utilizzano notizie, fotografie e dati personali tratti dai social network devono sempre verificare le informazioni raccolte per esercitare con correttezza il diritto di cronaca. L’intervento avviene appunto su segnalazione dei due cittadini che avevano visto pubblicata la propria immagine presa da Facebook erroneamente associata a persone omonime decedute. I nomi pubblicati nei servizi di cronaca erano corretti, ma le fotografie ad essi associate erano state trovate facendo una semplice ricerca su Internet e scaricando l’immagine presente nei profili che i due segnalanti avevano aperto nel famoso social network. I giornalisti non avevano, dunque, verificato l’ipotesi che si potesse trattare di semplici casi di omonimia e hanno dato per decedute le persone sbagliate. Nel caso della vittima del terremoto, la fotografia errata, pubblicata da un quotidiano, era stata riproposta anche da due testate televisive nazionali. Queste immagini – ha stabilito il Garante, con due provvedimenti di cui è stato relatore Mauro Paissan – non dovranno essere più pubblicate, diffuse né riproposte nell’archivio on-line delle testate coinvolte. Associando l’immagine di una persona all’identità  di un’altra, sono stati diffusi dati errati, mettendo in atto in tal modo un illecito trattamento dei dati personali. Il Garante ha, pertanto, vietato alle testate, due locali e tre nazionali, di diffondere ulteriormente le fotografie dei segnalanti. L’Autorità  ha imposto la cancellazione delle immagini anche dal sito web e dall’archivio storico on-line di uno dei quotidiani interessati che – dopo aver informato seppur tardivamente i lettori dello sbaglio commesso – continuava a rendere comunque accessibile da Internet la fotografia pubblicata per errore.(ANSA).

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