Editoria

26 maggio 2009 | 15:52

EDITORIA: ASR, INACCETTABILE TAGLIO 48 GIORNALISTI AL MESSAGGERO

EDITORIA: ASR, INACCETTABILE TAGLIO 48 GIORNALISTI AL MESSAGGERO

(ASCA) – Roma, 26 mag – Il Messaggero e’ un quotidiano ”patrimonio del paese prima che del suo editore”, che ora chiede ”un taglio netto del 25% del suo organico e la chiusura di due redazione, compresa quella di Civitavecchia”. In un comunicato l’Associazione Stampa Romana, di cui e’ segretario Paolo Butturini, ribadisce la sua contrarieta’ al piano di ristrutturazione presentato dall’azienda. ”Il piano di riorganizzazione aziendale in presenza di crisi presentato dal Messaggero al Cdr – si legge – non chiede soltanto l’inaccettabile taglio di 48 giornalisti, quasi il 25% dell’organico. Tra le richieste dell’azienda c’e’ anche la chiusura di due redazioni, una delle quali nel Lazio. E’ la storica redazione di Civitavecchia. E’ dal 1962 che il Messaggero e’ presente sul territorio con pagine dedicate a Civitavecchia, importante snodo di turismo e di commercio, punto focale dell’economia del Lazio. L’Associazione Stampa Romana guarda con preoccupazione a tutte le iniziative che segnano un arretramento sulla presenza nel territorio. La centralita’ della regione, non solo nella geografia e nell’economia del Paese, ma anche nell’informazione, e’ un patrimonio che va difeso, non che va abbandonato. L’idea che l’azienda Messaggero vuole perseguire e’ quella di raccontare una citta’ lontano dalla citta’, di affidarsi alle tecnologie che permettono la confezione di un giornale ”freddo”, non piu’ un giornale testimone in prima fila. E’ l’idea di un’informazione di seconda battuta, purche’ riempia spazi e raccolga pubblicita’, non importa se non e’ piu’ informazione protagonista. E’ un’idea che nuoce, inevitabilmente, all’autorevolezza della testata e al lavoro dei giornalisti. Un arretramento ancora piu’ significativo se si pensa che il Messaggero ha nella citta’ di Roma, nella sua cintura metropolitana, e nel Lazio la sua identita’ piu’ forte. L’Associazione Stampa Romana conferma la sua solidarieta’ a tutti i colleghi della testata, patrimonio del Paese prima che del suo editore”.