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10 giugno 2009 | 17:24

ICT: ASSINFORM;SPESA ENTI LOCALI A 1.371 MLN, -0,6% NEL 2009

ICT: ASSINFORM;SPESA ENTI LOCALI A 1.371 MLN, -0,6% NEL 2009
ROMA
(ANSA) – ROMA, 10 GIU – Gli enti locali spenderanno nel 2009 1.371 milioni di euro e per la prima volta ci sarà  una riduzione dello 0,6% rispetto all’anno precedente che annullerà  la modesta crescita (+0,5%) registrata nel 2008. E’ questa l’indicazione che emerge dal terzo rapporto Assinform sull’Itc nella pubblica amministrazione locale che è stato realizzato su un campione di 873 enti territoriali ed è stato presentato oggi a Roma. Dallo studio – ha sottolineato il presidente di Assinform, Ennio Lucarelli – emerge “una Pubblica Amministrazione Locale in grande difficoltà  nel modernizzarsi, nel migliorare la qualità  delle proprie prestazioni e servizi, nel colmare il gap d’innovazione con i principali paesi europei”. I dati parlano chiaro. La riduzione della spesa stimata per il 2009 si inserisce in un trend che vede l’Italia al di sotto dei principali Paesi europei. Con una spesa It per abitante che non supera i 40 euro – spiega il rapporto – il nostro Paese si trova ben distante dalla soglia degli 80 euro della Francia, dei 60 euro della Germania e dei 140 della Gran Bretagna. Questo è aggravato dal fatto che a fronte alcune risorse non vengono spese: a fronte di 1.259 milioni arrivati tramite accordi di programma quadro, ne risultavano spesi appena 349 milioni, pari al 27,7%. Dalla ricerca risulta poi che ormai ricorrono all’in house il 73% delle Regioni e, poiché in questi enti transita il 60% del totale della spesa It delle amministrazioni locali, questo significa che che domanda di Information Tecnology rimane per lo più incanalata in un circolo che non subisce alcuna selezione concorrenziale. Inoltre emerge che, rispetto alla precedente indagine del 2008, rimane insoddisfacente il giudizio dei cittadini sui servizi erogati. Il gradimento è bassissimo. Infatti la quota di utilizzo dei servizi on line da parte dei cittadini italiani, che sono effettuati in buona parte a livello locale e regionale, é risultata la più bassa fra i principali paesi. Appena il 15% per l’Italia, a fronte del 32% della Gran Bretagna, 43% della Francia, 33% della Germania e del 28% della media dell’Ue a 27. “Riteniamo – ha incalzato Lucarelli – che in una situazione di scarsità  di risorse come l’attuale, sprechi, ritardi e inefficienze sull’innovazione siano da ridurre drasticamente. Il Paese, per riprendere a crescere, ha bisogno di servizi pubblici evoluti, che consentano a cittadini e imprese di risparmiare tempo, denaro e aprano a tutti nuove opportunità ”. Tra i molti dati del rapporto, emerge che appena il 3,7% dei Comuni ha distribuito la Carta d’Identità  Elettronica. Non esaltante nemmeno la situazione delle carte regionali dei servizi, emesse dal 37% delle Regioni. Anche nelle dotazioni Ict emergono luci ed ombre. E’ cresciuta la penetrazione dei Pc, ma rimangono forti disparità : il 95% dei dipendenti provinciali ha un Pc, ma la percentuale scende nei Comuni e nelle Regioni rispettivamente al 72% e al 69,9% e crolla nelle Comunità  Montane (32,1%). Scarso è poi l’utilizzo delle tecnologia Voip, incentivata dall’ultima finanziaria: è utilizzata su larga scala solo dal 26,7% delle Province, dal 13,3% delle Comunità  Montane e dal 3,4% dei Comuni.