Cinema

11 giugno 2009 | 17:45

CINEMA: LA PAURA, NUOVO FILM DI DELBONO GIRATO COL CELLULARE

CINEMA: LA PAURA, NUOVO FILM DI DELBONO GIRATO COL CELLULARE
ANTEPRIMA A PARIGI AL FESTIVAL POCKET FILM, POI A LOCARNO
PARIGI
(ANSA) – PARIGI, 11 GIU – Al Festival Pocket Film di Parigi, che si apre questa sera al Forum des images, viene presentato in anteprima mondiale La paura, nuovo film del regista e attore Pippo Delbono girato con un telefonino cellulare. Il film nasce in collaborazione con il Forum des images, il nuovo centro dedicato al cinema della capitale francese, dove questa rassegna dei film tascabili è già  alla sua quinta edizione. Madrina dell’evento è Isabella Rossellini. “All’inizio avevo qualche dubbio, i cellulari li ho sempre considerati oggetti da ragazzini – racconta Delbono all’ANSA -. Invece sono rimasto stupito dalla qualità  dell’immagine: la pasta, il colore ha un effetto molto pittoresco è quasi più interessante dell’alta definizione, del digitale”. “Il cellulare è un oggetto leggero, ti permette di entrare nelle situazioni senza invaderle, senza creare imbarazzo, di guardare il fuori ma anche il dentro, gli stati d’animo”, osserva il regista, al suo terzo lavoro cinematografico dopo Guerra (2003) e Grido (2006), che esce in Francia il 17 giugno. La paura è uno sguardo “politico, sociologico e poetico” sull’Italia di oggi. In 19 sequenze silenziose si passa dalla società  del consumo e dell’abbondanza ai comportamenti “razzisti, fascisti” contro gli immigrati. “La paura è quella che si sta vivendo in questo momento in Italia, è la parola che si sente pronunciare ovunque”, spiega Delbono. E’ paura dell’altro, dell’ignoto, della verità : “chiudersi all’immigrazione, ai Rom è la vera ignoranza”, dice l’attore che si scaglia contro la televisione, “l’unico modo di raccontare il mondo”. E’ un film “duro, crudo ma è anche una preghiera, c’é la nostalgia di uno sguardo libero, pulito”. Delbono sarà  l’invitato d’onore del Festival di Locarno, in programma dal 5 al 15 agosto. Sta già  scrivendo la sceneggiatura di un altro film, una coproduzione tra Italia e Francia, sull’universo femminile: “forse nelle donne c’é l’apertura, c’é qualcosa che possiamo imparare”. (ANSA).