TLC

12 giugno 2009 | 18:31

TLC: ECTA, RACCOMANDAZIONE UE INFLUENZATA DA EX MONOPOLISTI

TLC: ECTA, RACCOMANDAZIONE UE INFLUENZATA DA EX MONOPOLISTI
(AGI) – Roma, 12 giu. – Il testo della raccomandazione Ue sulle reti a larga banda di nuova generazione “appare fortemente influenzato dagli operatori incumbent”: e’ quanto sostiene l’ECTA (l’organismo che riunisce gli operatori tlc alternativi europei). La raccomandazione in questione, ha sottolineato il presidente Innocenzo Genna, “prevede quelle che sono delle vere e proprie vacanze regolamentari, fortemente richieste da alcuni governi come quello tedesco, ma fin qui osteggiate dalla Commissione europea”. Secondo gli operatori che tentano di competere con gli ex monopolisti, il testo della proposta Ue potrebbe limitare la scelta dei consumatori in termini di servizi a banda larga e avallare comportamenti anticompetitivi ai danni del mercato e dei consumatori. “Anche un solo accordo con un altro operatore, ad esempio, permetterebbe agli incumbent di evitare l’obbligo di offrire accesso basato sui costi che e’ il presupposto alla base della possibilita’ di replicare le offerte dell’operatore dominante”. Al posto dei monopoli, dunque, potrebbero crearsi dei duopoli tra i due operatori piu’ forti, creando cosi’ – secondo Ecta – “nuove barriere all’entrata e nuovi privilegi per i singoli operatori” e andando a compromettere anche l’innovazione e la capacita’ di sopravvivenza degli operatori alternativi. Innocenzo Genna si e’ detto “sorpreso e deluso” dal dietrofront della Commissione, che – da buon “guardiano della concorrenza” – si era finora opposta strenuamente a tentativi di concedere “regulatory holidays” ma sembra ora aver deciso di “condonare” i comportamenti anticompetitivi degli ex monopolisti. “Una effettiva separazione funzionale delle imprese in posizione dominante al fine di garantire il trattamento paritario dei concorrenti e’ l’unico scenario in cui i regolatori dovrebbero considerare un allentamento degli obblighi sui prezzi di accesso”, ha aggiunto Genna. “Accogliamo con favore il principio che un numero di operatori potranno investire insieme attraverso una joint venture in cui ripartire i profitti. Se la concorrenza e la scelta dei consumatori e delle imprese saranno garantite attraverso questi accordi allora la regolamentazione potra’ essere rimossa, ma non abbiamo visto segni che dimostrino un serio interesse degli incumbent verso negoziazioni in buona fede, se non come mezzo per ritardare e confondere il processo. L’unica alternativa – ha concluso Genna – e’ una regolamentazione efficace”. (AGI) Red