Il cronista da marciapiede che piace a Berlusconi nominato direttore del ‘Tg1’

copertina 396

Quali sono i motivi per cui un tipo come Augusto Minzolini, tutto pepe e politica da trent’anni, è sbarcato alla direzione del Tg1? Se non ci piove che sia stato il Cavaliere in prima persona a volerlo a quel posto, non si può nemmeno dire che il feeling che si è andato cementando fra i due sia paragonabile a quello che il capo del governo ha con il nutrito manipolo di giornalisti che operano all’interno o ai margini della sua galassia mediatica.
La comparsa di Minzolini a Saxa Rubra, l’unico retroscenista che in questi anni abbia saputo leggergli nel pensiero, serve ad aprire una finestra sui disegni politici di Berlusconi che proprio sul versante dell’informazione politica ha bisogno a capo del tg più istituzionale di un cuciniere capace di mettere ogni giorno in tavola piatti che siano freschi e appetitosi. Per la clientela che conta, e che oggi rischia di tracimare nel rullo compressore di Sky, ma anche per quella larga messe di elettori, che pur andando a votare, di politica ne mastica poco, anzi quasi niente.

La versione integrale dell’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 396 – giugno 2009

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