Comunicazione

17 giugno 2009 | 12:40

IRAN: PASDARAN MINACCIANO INTERNET, PROTESTA CONTINUA /ANSA

IRAN: PASDARAN MINACCIANO INTERNET, PROTESTA CONTINUA /ANSA
MUSSAVI, DOMANI GIORNATA DI LUTTO. ARRESTATI ALTRI RIFORMISTI
TEHERAN
(IL PUNTO ALLE ORE 12:30). (ANSA) – TEHERAN, 17 GIU – Il presidente Mahmud Ahmadinejad ha assicurato che “le recenti elezioni sono un simbolo della fiducia del popolo verso il sistema”. Ma intanto a Teheran, per il quinto giorno consecutivo, sono attese anche oggi manifestazioni a favore del candidato sconfitto alle elezioni, il moderato Mir Hossein Mussavi. Il quale da parte sua ha esortato “il popolo iraniano” ad osservare domani una giornata di lutto, con raduni e marce, per commemorare le vittime delle manifestazioni di protesta. Nonostante il confinamento dei giornalisti stranieri nei loro uffici imposto ieri dalle autorità  iraniane, continua ad essere imponente il flusso di notizie in uscita dal paese. Secondo quanto riferisce ad esempio il sito di Abc News International, la Bbc Persian riceve video amatoriali al ritmo di cinque al minuto. Così oggi i Pasdaran, i temuti Guardiani della rivoluzione, hanno emesso un severo avvertimento contro la diffusione di notizie e immagini sulle proteste di questi giorni attraverso internet. “Coloro che fanno propaganda per provocare disordini, per diffondere dicerie e minacciare la gente – si afferma in un comunicato citato dall’agenzia Fars – devono sapere che il ‘centro cibernetico’ dei Pasdaran prenderà  misure legali molto pesanti nei loro confronti”. Ed il ministero degli esteri attacca i media internazionali accusandoli di farsi “portavoce” dei “rivoltosi”. Ma sono state le stesse agenzie iraniane a riferire che manifestazioni e incidenti si sono avuti non solo nella capitale, ma anche in molte altre località , tra le quali le città  di Shiraz, Isfahan e Tabriz. Prosegue intanto la campagna di arresti contro gli intellettuali del campo moderato. All’alba di oggi la polizia ha prelevato nelle loro case un professore universitario, Hamid Reza Jalaipur, ed il giornalista ed economista Sayd Lalaz. Nel frattempo il Parlamento iraniano ha aperto, con una audizione del capo della polizia, una inchiesta sull’assalto notturno compiuto contro il principale dormitorio degli studenti di Teheran e ad un complesso residenziale da parte di uomini in borghese probabilmente appartenenti a milizie islamiche, che cooperano in questi giorni nella repressione delle proteste di piazza.