Televisione

18 giugno 2009 | 18:20

RAI: ASSEMBLEA TG2 A DIRETTORE CHE VERRA’, DIVENTARE I PRIMI

RAI: ASSEMBLEA TG2 A DIRETTORE CHE VERRA’, DIVENTARE I PRIMI
ROMA
(ANSA) – ROMA, 18 GIU – Lettera al “Direttore che c’é e al Direttore che verrà ” dell’assemblea dei giornalisti del Tg2, che non vuole “piangere sul latte versato” ma lamenta la situazione attuale: “eravamo il secondo telegiornale della vecchia televisione, la sfida è diventare il primo della nuova”. “Caro Direttore – scrivono – abbiamo perso nell’edizione principale fino a 7 punti di share in 7 anni. Abbiamo perso anche il Tg della notte e una collocazione idonea per una rubrica storica come ‘Tg2 Dossier’”. Ora chiedono “che sia valorizzato il Tg2 delle 13 con adeguati traini, pensiamo sia utile un ripensamento del Tg delle 20,30 ed offrire a ‘Tg2 Dossier’ una seconda serata di pregio. Riteniamo, inoltre, che sia necessario ripristinare il Tg2 della notte”. I giornalisti della seconda testata Rai, si dicono preoccupati dal passaggio al digitale terrestre: “da due giorni in molte regioni sul Tg2, in pieno Giugno, come in una spiaggia, si vede solo sabbia. Questo è l’effetto del passaggio al digitale terrestre per coloro che non hanno per ogni televisore di casa un decoder”. Non solo: “ci preoccupa – scrivono – anche l’orientamento del pubblico più giovane e padrone delle nuove tecnologie che già  potrebbe considerare ‘datata’ la nostra offerta informativa”. Per loro quindi “il presente è pieno di problemi, da quelli della quotidianità , delle condizioni e dell’ambiente di lavoro”. Quindi per i giornalisti “la sfida del nuovo Tg2 è quella di una rivoluzione tecnologica e professionale che spazzi via tutte le logiche del passato”. All’Azienda il compito di “fare chiarezza sui criteri e sui percorsi professionali avallati. La Rai non può da un lato sottolineare difficoltà  dovute alla crisi generale e poi, quasi sempre su sollecitazione della politica, procedere a nomine (grandi o piccole) che poco hanno a che vedere con le necessità  di un’Azienda che non può permettersi di sbagliare le sue mosse”.(ANSA).