New media, Televisione

23 giugno 2009 | 10:48

CARCERI: SAPPE, PAY-TV E VIDEOGAME A DETENUTI, TAGLI A POLIZIA

CARCERI: SAPPE, PAY-TV E VIDEOGAME A DETENUTI, TAGLI A POLIZIA
(AGI) – Roma, 23 giu. – Tv a pagamento e videogame ai detenuti, “tagli” alle forze di polizia. A denuenciarlo e’ Donato Capece, segretario generale del Sappe, Sindacato autonomo polizia penitenziaria, secondo cui “in Italia si fa un gran parlare di sicurezza sociale, certezza ed effettivita’ della pena” ma “alle dichiarazioni di principio seguono fatti che vanno in tutt’altra direzione”. Agli ospiti della casa di lavoro di Saliceta San Giuliano, spiega Capece, “direttore e magistrato di sorveglianza hanno autorizzato l’abbonamento a Sky (privilegio che non possono permettersi milioni di italiani onesti e soprattutto incensurati) mentre a quelli dell’Ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino dal prossimo autunno sara’ permesso usare le ‘console’ Wii di Nintendo per garantire una maggiore attivita’ sportiva anche nei giorni di pioggia. Saranno contenti gli italiani che ogni giorno subiscono un reato”. “In compenso – prosegue il segretario del Sappe – alle forze di polizia, ed in particolare al corpo di polizia penitenziaria, si tagliano i fondi in Finanziaria e non si prevedono assunzioni, pur avendo carenze di organico quantificabili in circa 5mila unita’”. “Tutto questo ci sembra francamente sconcertante – conclude il segretario del Sappe -. Anziche’ prevedere l’impiego obbligatorio dei detenuti in lavori socialmente utili per ripagare la societa’ dai reati da loro commessi e quindi favorirne concretamente la rieducazione attraverso il lavoro, si attivano abbonamenti alla tv a pagamento nelle celle e le si dota pure di console wireless. C’e’ da rimanere allibiti. E’ questa la tanto sbandierata certezza della pena? Noi ci appelliamo al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al ministro della Giustizia, Angelino Alfano ed al ministro dell’Interno, Roberto Maroni perche’ facciano quanto e’ in loro potere-dovere per tutelare di piu’ da un lato le vittime dei reati e dall’altro le donne e gli uomini della polizia penitenziaria, sotto organico e in servizio con quotidiane criticita’ operative e strutturali”.