Muy confidencial

01 luglio 2009 | 13:25

Sassoli de Bianchi (Upa), “Le aziende per vivere hanno bisogno della pubblicità ”

Lorenzo Sassoli de Bianchi, confermato presidente del consiglio direttivo di Upa (Utenti Pubblicità  Associati), alla conferenza stampa in corso questa mattina, tra l’altro, ha detto:
“È un momento difficile. L’incertezza della situazione frena gli investimenti. La pubblicità  rallenta in Italia come in tutto il mondo anche se, in Europa, Francia e Germania stanno andando meglio. La televisione si conferma come il media forte nella fruizione delle famiglie.
Cerchiamo di essere realistici. Da parte del mercato non c’è rassegnazione. Anzi, un ‘searching’ interno alle aziende Upa conferma che il 40% ha tenuto o incrementato gli investimenti, mentre il 60% ha tagliato o prevede di tagliare.
Le piccole e medie imprese fanno fatica a incassare e riducono gli investimenti pubblicitari, mentre il largo consumo non va male: vale il 30% degli investimenti ma pianifica di meno.
Nel primo semestre il mercato pubblicitario segna un calo del 18% e prevediamo una chiusura dell’anno incalo del 12% rispetto 2008.
Si naviga a vista. Oggi il fatturato incide sugli investimenti e negli Usa si decide la pubblicità  a 15 giorni.
Nel 2010 ci attendiamo una reazione. Le nostre aziende cercando i modi per farlo.
L’evoluzione della marca è centrale. La parola chiave su cui noi dell’Upa insistiamo è ‘innovazione’, che deve diventare strutturale (metodo e investimento) Il mondo dei media è sconvolto da un fermento mai visto e occorre capire come utilizzare al meglio le tecnologie on line e off line.
L’ Advertising World Association ha fatto una ricerca sul valore della pubblicità  dove è emerso che il vissuto della pubblicità  non è negativo. Anche Upa ha commssionato una ricerca su innovazione, trasparenza e responsabilità , tre valori che sono il ‘manuale di sopravvivenza per le aziende’. Il consumatore chiede contenuti e valori in cambio di acquisti. La pubblicità  è sempre più strumento di cultura e di dialogo con il consumatore. Attraverso la pubblicità  il 74% dei consumatori stabilisce un dialogo. Il consumatore mette al primo posto la trasparenza, vuole che le aziende siano più oneste nei suoi confronti.
Le nostre aziende vogliono vivere e sanno che per vivere hanno bisogno della pubblicità .
Sono convinto che l’editoria debba trovare delle forme di remunerazione sul web. Non si può continuare con il tutto gratuito perchè ne va della sopravvivenza degli editori. Dobbiamo educare il consumatore a valutale i contenuti.

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