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01 luglio 2009 | 14:34

CRISI: UPA, PUBBLICITA’ -12% NEL 2009, ATTESA REAZIONE IN 2010

CRISI: UPA, PUBBLICITA’ -12% NEL 2009, ATTESA REAZIONE IN 2010
(AGI) – Milano, 1 lug. – Per la fine del 2009 il calo complessivo degli investimenti pubblicitari in Italia sara’ pari al 12%: sono le previsioni dell’Upa (Utenti pubblicita’ associati), illustrate questa mattina a Milano dal presidente dell’associazione Lorenzo Sassoli de’ Bianchi, fresco di rielezione per il prossimo triennio. Nel primo semestre 2009 il calo era stato piu’ drastico (-18% rispetto al corrispondente periodo del 2008, che era stato a sua volta nettamente migliore del secondo semestre dell’anno), a fronte del -13,5% del Regno Unito, del -12% degli Stati Uniti e del -19% della Spagna; nei primi sei mesi dell’anno hanno retto meglio, invece, Paesi come la Germania (-1,5%) e la Francia (-3%), grazie al buon andamento degli investimenti pubblicitari di settori classici come l’auto (+1,3% in Germania a fronte del -20,9% in Italia) e la grande distribuzione (+6,5% in Francia contro il -19,5% in Italia). “E’ un momento difficile – ha spiegato Sassoli de’ Bianchi – non facciamo drammi, ma non ci sono segnali che ci possano indurre a un ottimismo di maniera: non siamo abituati ai segni negativi, il calo dello scorso anno e’ stato il primo in 50 anni, ma sui mercati non c’e’ rassegnazione. Per il 2010 – ha aggiunto – ci attendiamo una reazione, perche’ sappiamo che le nostre aziende si stanno attrezzando”. (AGI) Cli/Gla (Segue)

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(AGI) – Milano, 1 lug. – Da un’indagine svolta dall’Upa tra i suoi associati (400 aziende, incluse le holding, che rappresentano circa l’85% degli investimenti pubblicitari), emerge che il 40% degli interpellati nel 2009 ha confermato o incrementato gli investimenti pubblicitari (sono soprattutto i grandi investitori), mentre il restante 60% (soprattutto piccole e medie imprese) li ha ridotti, spesso piu’ di quanto previsto; tra le motivazioni, soprattutto l’incertezza della situazione, il calo di fatturati e redditivita’ e le difficolta’ nell’accedere al credito. Tra i mezzi, la televisione si e’ confermata in Italia nei primi mesi dell’anno la prima catalizzatrice di investimenti pubblicitari, pari al 63% del totale, perche’ “ofrre intrattenimento a basso costo” importante in un momento di crisi; seguono i periodici, che raccolgono il 12% degli investimenti ma registrano la contrazione piu’ pesante (-29,6%), poi quotidiani (10%), internet (7%) e radio (5%). Dall’Upa nessuna richiesta al Governo – “dovremmo chiedere una ‘Tremonti della pubblicita”, ma non sarebbe responsabile”, ha detto Sassoli de’ Bianchi – mentre lo snodo chiave per il futuro degli investimenti pubblicitari sara’, secondo il presidente dell’Upa, “l’interazione tra online e off-line”. Quanto al mondo dell’editoria, Sassoli de’ Bianchi e’ convinto che “dovra’ cercarsi delle remunerazioni nel digitale, come intende fare negli Usa Rupert Murdoch, perche’ ne va della loro sopravvivenza”. (AGI) Cli/Gla