Editoria

06 luglio 2009 | 18:16

Apc-Editoria/ Re:Fusi: grave situazione per collaboratori Gazzettino

Apc-Editoria/ Re:Fusi: grave situazione per collaboratori Gazzettino
Coordinamento chiede ritiro contratti proposti e tavolo confronto

Padova, 6 lug. (Apcom) – Il Gruppo Re:fusi, coordinamento veneto dei giornalisti freelance, intende denunciare la grave situazione che si è venuta a creare tra i collaboratori del Gazzettino che nei giorni scorsi, senza alcun preavviso, hanno ricevuto dalla Caltagirone Editore una proposta di contratto con relativo tariffario operativa dal 1° luglio.
Lo si legge in una nota diffusa dal Direttivo del Coordinamento Veneto dei Freelance.
“Una proposta lesiva della dignità  e del ruolo dei nostri colleghi – recita il comunicato – con delle tipologie di contratto inaccettabili: un tariffario variabile dai 4 ai 19 euro lordi; un forfettario fisso dai 4 ai 14 euro (applicando un incomprensibile criterio ad personam). Il contratto esclude inoltre la possibilità  di richiedere qualsiasi rimborso spese e include il diritto da parte dell’azienda di pubblicare a propria discrezione, in ogni testata del gruppo, gli articoli prodotti senza alcun compenso aggiuntivo per il collaboratore”.
“Dopo il grave ritardo nei pagamenti e il pesante taglio applicato dall’inizio dell’anno senza alcuna motivazione e comunicazione preventiva agli emolumenti (20 per cento netto) -continua il comunicato di Re:Fusi – questo ennesimo colpo di coda dell’azienda mette definitivamente in ginocchio tanti nostri colleghi. Giornalisti che da anni mettono la loro professionalità  al servizio di questa testata, fornendo un contributo fondamentale e insostituibile, e che ora si trovano di fronte ad una grave emergenza”.
“Per questo Re:fusi, manifestando la propria solidarietà  a tutti i colleghi del Gazzettino – conclude la nota dei freelance veneti – chiede all’azienda il ritiro immediato dei contratti proposti e l’istituzione di un tavolo di lavoro al fine di arrivare ad una soluzione concordata che preveda un trattamento equo e compatibile con l’operato dei nostri colleghi”.