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17 luglio 2009 | 10:06

ICT: ITALIANI STRESSATI DA UTILIZZO APPLICAZIONI WEB

ICT: ITALIANI STRESSATI DA UTILIZZO APPLICAZIONI WEB
(ASCA-CORRIERE COM.) – Roma, 16 lug – Italiani affetti da livelli inaccettabili di ”stress da utilizzo del Web”. Tutta colpa della lentezza delle applicazioni online, fonte di frustrazione nonche’ di scarsa produttivita’. A dirlo e’ Ca una delle piu’ grandi societa’ di software per la gestione dell’IT, che ha diffuso i risultati di una nuova ricerca indipendente dall’esplicativo titolo: ”Ca Web Stress Index” 2009. L’indagine – condotta intervistando 1.000 ‘lavoratori della conoscenza’ (knowledge worker), cioe’ lavoratori qualificati che utilizzano il pc almeno quattro ore al giorno per svolgere il loro lavoro, in Francia, Germania, Italia, Spagna e Gran Bretagna mediante questionari on-line (200 per Paese) – ha prodotto risultati che le aziende, soprattutto nell’attuale situazione economica non possono non prendere in considerazione. Se e’ vero, come dice l’Unione Europea che il costo annuo dello stress da attivita’ lavorativa e’ di 20 miliardi di euro. Lo studio ha confermato che l’uso delle applicazioni Web occupa una parte sempre piu’ rilevante del lavoro quotidiano. Il 74% dei lavoratori, infatti, ha dichiarato di dover utilizzare il Web per svolgere la propria attivita’ molto piu’ frequentemente ora di due anni fa e quasi tutti gli intervistati (il 98%) hanno ammesso che non potrebbero piu’ svolgere il loro lavoro senza dover utilizzare le applicazioni online. In compenso, il 29% ha riconosciuto di scontrarsi ogni giorno con problemi di performance delle applicazioni, mentre un altro 36% ha parlato del verificarsi settimanale di cadute prestazionali. L’aspetto preoccupante e’ che il 91% ha affermato di essere costretto a usare determinate applicazioni gestionali anche se non funzionano bene. Dai risultati emerge quindi un quadro alquanto deprimente di dipendenti forzatamente inoperosi e tempi morti. Nell’economia basata su Internet gli utenti finali coltivano aspettative altissime e pretendono che le applicazioni Web siano sempre disponibili e rispondano istantaneamente. La ricerca l’ha confermato: il 34% dei lavoratori concede a un’applicazione solo 10 secondi per rispondere prima di passare a qualcos’altro; quando sono trascorsi 20 secondi, il 55% ha esaurito la pazienza e, allo scadere del minuto, il 75% ha superato la propria soglia di sopportazione dello stress e passa ad altro. Insomma, parte dello stress da Web dipenderebbe anche dalle alte aspettative che gli utenti hanno rispetto alle prestazioni tecnologiche. Alla domanda sul tempo stimato necessario per risolvere eventuali problemi o errori, gli intervistati hanno manifestato aspettative altrettanto elevate: il 53% ha dichiarato che i problemi andrebbero risolti entro 10 minuti; la percentuale sale all’82% per chi parla di un’ora e al 97% per la risoluzione in giornata. Secondo il 75%, la mancata performance delle applicazioni genera tempi morti e cali di produttivita’, mentre il 41% viene colto da rabbia e il 38% prova addirittura insoddisfazione nei confronti del proprio lavoro. I costi aziendali dello stress da lavoro sono noti e si manifestano sotto forma di elevato turnover del personale, aumento dei giorni di malattia e assenteismo, pensionamento anticipato, minore resa, gestione poco efficiente del proprio tempo e minore produttivita’. Stress a parte, stando allo studio pare che a rimetterci sia anche l’azienda. Per il 70% del campione intervistato, infatti, una funzione IT interna di scarso livello incide negativamente sul giudizio che i dipendenti hanno sull’azienda per la quale lavorano e se i sistemi informatici impiegati al lavoro sono inadeguati, il 50% non raccomanda ad altri il l’azienda presso la quale lavora e il 32% prende addirittura in considerazione la possibilita’ di andarsene.