New media, Televisione

27 luglio 2009 | 10:15

TV: IL FUTURO DELLA COMUNICAZIONE GUARDA AL TOUCH SCREEN

TV: IL FUTURO DELLA COMUNICAZIONE GUARDA AL TOUCH SCREEN
(ASCA-CORRIERE COM.) – Roma, 25 lug – Il futuro della comunicazione televisiva? E’ il caso di dirlo: si puo’ toccare con mano. Con i touch screen, per un’informazione sempre piu’ puntuale ma anche piu’ scenografica. L’impatto sullo spettatore e’ assicurato: niente tempi morti tra un servizio e l’altro, al giornalista basta un tocco delle dita per far partire immagini e filmati, grafici e foto. La tecnologia e’ stata utilizzata dapprima nelle rassegne stampa per sfogliare virtualmente i giornali, con un’efficacia impensabile senza l’intervento del digitale, ma poi e’ stata estesa ad altri programmi, dalle meteo agli eventi sportivi. A segnare la strada in Italia, due anni fa, e’ stata Sky, la tv satellitare di Rupert Murdoch, i cui sistemi sono forniti dalla norvegese Vizrt per la parte software e da U-Touch, britannica, per la parte hardware. ”Abbiamo cominciato a usare i touch screen nella rassegna stampa del mattino di Sky Tg24 per trasferire poi gli schermi tattili alla meteo e al programma Seven”, spiega Emilio Carelli, direttore di Sky Tg24. ”Quest’ultimo e’ una rassegna dei fatti principali della settimana e il conduttore richiama i singoli servizi andati in onda nei giorni precedenti tramite uno schermo touch, quindi non sfoglia pagine di carta, ma un database di video: e’ una delle potenzialita’ piu’ interessanti della tecnologia tattile: la useremo anche in Io Reporter”. Anche le elezioni americane dello scorso anno e poi le recenti elezioni europee sono state l’occasione per sfoggiare schermi touch su cui si proiettavano dati e percentuali, confronti con gli anni precedenti e istogrammi con la formazione del nuovo parlamento e la variazione della quota di votanti per ciascun partito. ”Per le elezioni abbiamo introdotto l’oloscreen, uno schermo trasparente, simile a quello che usa Tom Cruise nel film Minority Report”, sottolinea Carelli. Se Sky e’ completamente proiettata nel futuro degli schermi tattili e Mediaset al contrario stenta a innovare, la Rai lotta fra tradizione e novita’. Con alcune punte di eccellenza, come la rassegna stampa Linea notte del Tg3. ”Abbiamo anche chiesto al nostro fornitore, la Vizrt, delle applicazioni grafiche per le trasmissioni in concomitanza con il G8”, dichiara Enrico Biribicchi, vicecaporedattore della segreteria di redazione del Tg3, ”grazie alle quali il giornalista puo’ far apparire toccando uno schermo touch varie immagini relative all’evento”. Eppure in Rai il touch non e’ diffuso come su Sky: ”Questa tecnologia e’ completamente digitale, mentre noi abbiamo lavorazioni analogiche nella maggior parte dei casi, per esempio nel montaggio”, spiega Biribicchi. Non mancano ”resistenze a livello aziendale per quanto riguarda l’inserimento di nuove tecnologie in impianti sorpassati, nonche’ la difficolta’ di far accettare una tecnologia nuova a uno staff che ha una media di 60 anni”, continua Biribicchi. ”Pero’ il Tg3 si sta adeguando e ha gia’ messo in cantiere un’altra rassegna stampa coi touch screen, questa volta la mattina, simile a quella di Sky”, annuncia Biribicchi. Altra eccellenza e’ Rai Sport: il primo utilizzo anche in questo caso e’ stato per la rassegna stampa sul canale che va in onda sulla piattaforma Sky, ma ”le possibilita’ sono infinite”, dichiara il vicedirettore Manfredi Renda. ”Abbiamo introdotto il touch screen anche nei grandi eventi sportivi, come il Giro d’Italia, l’Europeo di calcio, i Mondiali di nuoto. In questi casi dobbiamo allestire degli studi temporanei per gestire i passaggi di linea tra un collega e l’altro e tra una gara e l’altra. Lo abbiamo usato anche per la moviola in tempo reale e l’effetto e’ molto suggestivo”. Secondo Renda il futuro del touch e’ la gestione di immagini e filmati e lo sviluppo di singole applicazioni software per i diversi programmi: ”Il grande vantaggio dei software dei touch screen e’ la memoria delle immagini e delle puntate precedenti: e’ facile in trasmissione richiamare in tempo reale foto, filmati e dati passati”. Ma il touch screen favorisce un ”buon giornalismo”? ”Senz’altro: non solo rende l’informazione piu’ spettacolare e appetibile ma permette di veicolare piu’ dati rispetto alla comunicazione tradizionale”, risponde Renda. Tra le tv all’avanguardia anche La7, ma qui touch screen vuol dire soprattutto rassegna stampa (nel programma Omnibus del mattino), e a ragion veduta. ”Dal punto di vista editoriale usare i touch screen e’ piu’ efficace e accattivante”, dichiara Simone Madoni, responsabile Tv operations de La7. ”Aprire le pagine dei giornali di carta e’ un processo macchinoso e difficile dal punto di vista della regia, mentre sfogliare i pdf con il tocco delle dita e’ semplice, rapido e d’effetto”. Purtuttavia la tecnologia ”non va inserita a tutti i costi per ‘fare scena’ ma deve servire a migliorare la comunicazione. I touch screen in tv sono senz’altro un’evoluzione interessante, ma esistono molte altre tecnologie che portano la tv nel futuro, dall’alta definizione ai nuovi software alla digitalizzazione dei contenuti”.