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29 luglio 2009 | 18:35

(SCHEDA) NOZZE MICROSOFT/YAHOO, PARTE LA MAXI-SFIDA A GOOGLE

(SCHEDA) NOZZE MICROSOFT/YAHOO, PARTE LA MAXI-SFIDA A GOOGLE
(AGI) – Roma, 29 lug. – Dopo 18 mesi di lunghe trattative, di tentativi di scalata, di rotture, di voltafaccia, Microsoft e Yahoo si alleano per cercare di contrastare Google su Internet. Alla fine si e’ arrivati ad un accordo decennale che punta a unire la tecnologia di Microsoft e la forza di vendita pubblicitaria di Yahoo. L’obiettivo e’ quello di togliere a Google il mercato della ricerca online, che la stessa Google controlla largamente con una quota del 65%, contro il 20% di Yahoo e l’8,5% di Microsoft. E’ una sfida difficilissima, forse impossibile, che e’ partita 18 mesi fa e oggi prende concretamente il via, al termine di un lungo e tortuoso processo negoziale. La vicenda prende le mosse all’inizio di febbraio del 2008: Microsoft mette sul tavolo quasi 45 miliardi di dollari, una montagna di soldi, per acquistare Yahoo, ma viene respinta. L’offerta e’ ritenuta troppo bassa e poi Yahoo non vuole finire inglobata in Microsoft. Google si offre di aiutarla. Non puo’ lanciare offerte per problemi di antitrust, ma offre a Yahoo un’alleanza per spartirsi gli introiti pubblicitari, a patto che rinunci alle avance di Microsoft. Il problema di Yahoo e’ che e’ diventata troppo piccola per contrastare Google su Internet, ma puo’ diventare un trampolino di lancio per Microsoft, consentendole di sbarcare sul mercato dei motori di ricerca e di sfidare Google sul suo terreno. Nella partita s’inserisce brevemente anche Rupert Murdoch, il magnate dei media, che guida un impero stimato intorno ai 60 miliardi di dollari, che spazia dalla rete televisiva Fox, alle tv via cavo e via satellite, ai giornali, al cinema, alle case editrici, a Internet. Murdoch negozia una fusione tra Yahoo e MySpace, ma poi fa marcia indietro e cerca successivamente di allearsi con Microsoft per spartirsi Yahoo, la quale replica avviando una trattativa con Time Warner per fondersi con Aol, la divisione Internet del colosso dei media. Ma e’ tutto fumo, non se ne fa nulla. L’unica trattativa vera e’ quella con Microsoft, che ai primi di maggio si spazientisce e lancia un ultimatum: o Yahoo accetta l’offerta da 45 miliardi di dollari, o dovra’ fronteggiare una scalata ostile, cioe’ il lancio di un’offerta direttamente agli azionisti. In realta’ e’ una finta minaccia, perche’ Microsoft non intende abbandonare la strada dell’accordo amichevole. L’amministratore delegato del colosso di Redmond, Steve Ballmer, in un incontro coi dipendenti, spiega quello che tutti avevano gia’ intutito e cioe’ che Yahoo non e’ il vero obiettivo, ma fa “parte di una strategia” per contrastare Google. Inoltre lascia intendere che Microsoft e’ pronta a ritoccare verso l’alto la sua offerta pur di arrivare ad un’intesa amichevole, ma aggiunge anche che non intende pagare un cent piu’ del dovuto. Insomma, la partita entra nel vivo. (AGI) Gaa (Segue)

(SCHEDA) NOZZE MICROSOFT/YAHOO, PARTE LA MAXI-SFIDA A GOOGLE (2)
(AGI) – Roma, 29 lug. – Tra il 3 e il 4 maggio i vertici di Microsoft e quelli di Yahoo s’incontrano. L’offerta iniziale e’ di 31 dollari ad azione. Microsoft e’ disponibile a rialzarla a 33 dollari. Il numero uno di Yahoo, Jerry Yang spara: non meno di 40 dollari. Poi si ammorbidisce: 38 dollari, e infine si dice disponibile a chiudere a 37. Ma e’ comunque una cifra troppo alta, visto che il titolo di Yahoo in Borsa vale non piu’ di 28 dollari e che Microsoft oltre la soglia dei 33 dollari non intende andare. Ballmer ci pensa su, poi decide di gettare la spugna e di ritirare l’offerta. Ma la storia non finisce qui. Pochi giorni dopo il ritiro di Microsoft, il miliardario americano Carl Icahn, un noto raider specializzato in azioni di disturbo all’interno dei grandi gruppi, comincia a fare incetta di titoli Yahoo e, cavalcando lo scontento degli azionisti per la gestione della trattativa con Redmond, preannuncia una battaglia delle deleghe per estromettere il board di Yahoo, in vista dell’assemblea soci. Microsoft resta alla finestra per circa due settimane e il 18 maggio si dice disponibile a non acquistare piu’ tutta Yahoo, ma solo una parte della compagnia online. Si riprende a trattare e il 12 giugno c’e’ un’altra svolta. Microsoft scopre le carte e offre 35 dollari ad azione per il 16% di Yahoo e per il suo motore di ricerca, il cuore delle attivita’ online della compagnia. Yang pero’ rifiuta di nuovo, annuncia la rottura definitiva delle trattative con Microsoft e si accorda, a sorpresa, coi rivali di Redmond e cioe’ con Google. L’accordo prevede una partnership non esclusiva sulla pubblicita’. In pratica per 4 anni, rinnovabili di anno in anno per altri 10 anni, Yahoo potra’ utilizzare sul suo motore di ricerca e sui siti Usa pubblicita’ fornita da Google e stima di ricavare cosi’ un fatturato aggiuntivo di 800 milioni di dollari l’anno. La clausola sulla non esclusivita’ in realta’ e’ il grimaldello con cui Yahoo conta di convincere le autorita’ antitrust Usa a non bloccare l’intesa, la quale di fatto mette insieme il numero uno e il numero due dei motori di ricerca su Internet e dunque crea le basi per monopolizzare la torta della pubblicita’ online. Le autorita’ Usa pero’ non si lasciano convincere e fanno pendere su Google e Yahoo l’accusa di voler monopolizzare la pubblicita’ sui motori di ricerca, L’opposizione dell’Antutrust Usa alla fine convince Google a ritirarsi dalla partita e dentro Yahoo si apre uno scontro interno per estromettere il fondatore Yang, accusato di aver gestito la trattativa con Microsoft senza aver mai cercato di ottimizzare i guadagni per gli azionisti di Yahoo. Il braccio di ferro si conclude a gennaio del 2009 con le dimissioni di Yang e l’arrivo a capo di Yahoo di Carol Bartz, una veterana della Silicon Valley. Bartz e’ una manager sicuramente piu’ morbida nei confronti di Microsot, con la quale inizia un lungo corteggiamento, culminato con l’accordo odierno. Ma per capire piu’ a fondo quello che sta succedendo, bisogna fare un passo indietro e ricordare che l’offerta di Microsoft per Yahoo non e’ solo un tentativo di scalata ma e’ il primo round di un match in cui il vero avversario del gruppo di Bill Gates resta Google. (AGI) Gaa (Segue)

(SCHEDA) NOZZE MICROSOFT/YAHOO, PARTE LA MAXI-SFIDA A GOOGLE (3)
(AGI) – Roma, 29 lug. – In ballo c’e’ il business del futuro: piu’ di un miliardo di utilizzatori di Internet e quasi tre miliardi di utenti dei telefonini, destinati ad essere connessi al web, oltre ai clienti delle tv on demand anch’esse da collegare in rete. E’ questa la vera sfida in cui si giochera’ la leadership tecnologiaca dei prossimi 10-20 anni. Per circa un ventennio Microsoft ha tenuto in pugno il futuro tecnologico del mondo, inventando e gestendo, da padrone incontrastato, il comparto del software, cioe’ quei dischetti che fanno funzionare i computer. La Microsoft, a partire dai primi anni Ottanta, ha saputo trasformare i suoi programmi e in particolare Windows, cioe’ il sistema operativo che fa girare piu’ del 90% dei pc mondiali, in un prodotto di uso comune nelle case e negli uffici di tutto il pianeta. Ma da qualche anno questa incontestabile supremazia e’ messa in discussione da Google, un’azienda fondata nel 1998 da due studenti dell’universita’ di Stanford, Larry Page e Sergey Brin, due giovani e brillanti matematici, che hanno messo a punto tutta una serie di diavolerie tecnologiche in grado di far diventare i motori di ricerca su Internet un modello di business alternativo a quello di Microsoft, capace di far soldi a palate e di contendere al gruppo di Seattle la palma di leader tecnologico mondiale. In pratica il motore di ricerca di Google sta diventando per i prodotti collegati al web quello che i software della Microsoft sono per i computer. Uno dei segreti del duo Page-Brin e’ legato alla recente introduzione dei siti Internet di nuova generazione, quelli che funzionano con le tecnologie Web 2.0, che rendono i dati, i video, gli audio e i testi inseriti in rete condivisibili da tutti e scaricabili gratuitamente. Grazie a queste nuove tecnologie i pacchetti software tradizionali, venduti da Microsoft, rischiano di diventare obsoleti, poiche’ gli utenti di Internet possono procurarsi senza pagare i programmi software che gli servono e in particolare quelli per l’office, che costituiscono uno dei business piu’ redditizi per la casa di Richmond. La Microsoft replica che questi pacchetti gratuiti ‘usa e getta’ non sono neanche lontanamente paragonabili ai suoi software a pagamento, progettati con cura e che hanno dietro anni di ricerche. Resta il fatto che si tratta di prodotti che non costano niente e che, per un utilizzo di routine, vanno spesso piu’ che bene. Ma la vera forza di Google, quella che ha reso il suo modello di business capace di insidiare veramente la supremazia di Microsoft, sono le sue entrate pubblicitarie, o meglio la sua capacita’ di fare profitti monetizzando, con la pubblicita’, il traffico di Internet. Microsoft continua a trarre il grosso dei suoi guadagni dalla vendita dei pacchetti software, mentre Google non vende i contenuti che fornisce attraverso il web, anzi garantisce la loro gratuita’ e trae vantaggio da essa, poiche’ piu’ la gente clicca e scarica dai suoi siti, piu’arrivano pubblicita’ e quindi soldi. (AGI) Gaa (Segue)

(SCHEDA) NOZZE MICROSOFT/YAHOO, PARTE LA MAXI-SFIDA A GOOGLE (4)
(AGI) – Roma, 29 lug. – Page e Brin sono riusciti a monetizzare meglio di altri il traffico on line, grazie a un algoritmo, inventato da loro e capace di selezionare e posizionare i siti web piu’ cliccati su Google, abbinando a ciascuno le tariffe pubblicitarie piu’ adeguate. Non solo. La societa’ di Page e Brin ha sviluppato un sistema pubblicitario personalizzato, che di fatto scheda gli utenti che vanno su Google. In pratica i gusti, le abitudini e le preferenze di chi naviga su Google vengono memorizzate nei data base della societa’, che tracciano un profilo di ogni utente e favoriscono cosi’ la costruzione di servizi personalizzati, a partire dall’invio di pubblicita’. Una manna per le ditte che si rivolgono a Google per le inserzioni pubblicitarie a pagamento, le quali si ritrovano a disposizione un archivio con i dati di qualcosa come mezzo miliardo di persone provenienti da tutto il mondo, sulla base dei quali costruire strategie di marketing, promozioni mirate e quant’altro possa servire a vendere i loro prodotti. La gallina dalle uova d’oro di Google e’ dunque la pubblicita’, un business destinato a moltiplicarsi su Internet nei prossimi anni, a scapito degli altri media e in particolare della tv, che finora si e’ ritagliata la fetta piu’ grossa dei ricavi pubblicitari. Per calamitare piu’ pubblicita’ possibile, Google deve pero’ continuare a correre. Nata come come motore di ricerca, dopo il suo debutto in borsa oltre tre anni fa, la compagnia sta tentando di trasformarsi in un ‘gigante del web’, consapevole che la sfida piu’ importante e’ quella per il controllo della banda larga, ossia per la distribuzione di film, video e musica via Internet. Microsoft da tempo ha capito che il suo modello di business, basato sulla vendita di pacchetti software, mostra la corda e che il nuovo modello di business di Google, fondato su Internet e sulla vendita di pubblicita’ online, rappresenta il fulcro della futura sfida, insieme alla convergenza tra media, Internet e tlc. “Google – ha riconosciuto almeno un paio di anni fa Steve Ballmer, amministratore delegato di Microsoft e probabile successore di Bill Gates – rappresenta un nuovo modello di business. Se anche noi riusciremo ad abbracciarlo, bene, altrimenti saranno guai”. Ecco spiegato il motivo della sua corsa per prendersi Yahoo. Microsoft e’ un gigante da 267 miliardi di dollari di capitalizzazione di borsa. Yahoo vale intorno ai 40 miliardi di dollari. Google invece ha valore di mercato stimato intorno ai 150 miliardi di dollari, la meta’ del duo Microsoft-Yahoo. Ma queste grandezze su Internet spiegato poco. Il web e’ una realta’ popolata da aziende ‘nane’, che si muovono dentro un’economia immateriale, dove l’agilita’, la flessibilita’ e l’inventiva contano piu’ della stazza fisica. E Google in questo mondo nuota come un pesce nell’acqua. E’ stata l’azienda del duo Page-Brin (insieme alla Apple e al suo Mp3), a introdurre, grazie ai motori di ricerca, le innovazioni piu’ grosse degli ultimi anni: gli algoritmi per posizionare i siti sui motori di ricerca, i sistemi per monetizzare e personalizzare la pubblicita’ online, le mappe satellitari del pianeta e delle citta’, la vertical search, che consente di passare direttamente dai siti ai filmati, alle foto, ai libri online. Insomma, in vista del grande sbarco dei media su Internet, Microsoft punta di piu’ sulle dimensioni e Google piu’ sulle competenze. E da questa sfida e’ molto probabile che uscira’ l’azienda leader del futuro. (AGI) Gaa