Televisione

31 luglio 2009 | 22:02

Rai/ Radicali: Pg Cassazione boccia archiviazione `caso Villari`

Rai/ Radicali: Pg Cassazione boccia archiviazione `caso Villari`

“Sindacabili gli atti dei componenti della Vigilanza”
Roma, 31 lug. (Apcom) – Il Procuratore generale della Cassazione, Alfredo Montagna, chiede l’annullamento dell’archiviazione decisa dal Gip di Roma sul ‘caso Villari’, il presidente della commissione di Vigilanza parlamentare sulla Rai che si scontrò a lungo, nel corso del 2008, con le forze politiche e i commissari che disertavano la riunione in attesa delle sue dimissioni dalla presidenza dell’organismo parlamentare. A darne notizia è l’ufficio stampa del Partito radicale, che in un comunicato spiega come l’alto magistrato ha sposato “le ragioni dei ricorrenti” nella requisitoria scritta “relativa al procedimento che vede ricorrenti la Lista Pannella e l`Associazione Coscioni – quali parti offese del denunciato reato di interruzione di pubblico servizio, in relazione alla vicenda della diserzione dei lavori della Commissione Parlamentare di Vigilanza presieduta dal senatore Villari.
“Questa richiesta si frappone – commenta l`avvocato Giuseppe Rossodivita, difensore insieme all`avvocato Gian Domenico Caiazza, della Lista Pannella e dell`Associazione Coscioni – ad una posizione non condivisa e non condivisibile, assunta sin dall`inizio dalla Procura della Repubblica di Roma, che con il Procuratore Capo dottor Giovani Ferrara ed il suo sostituto dottor Angelantonio Racanelli, ha ritenuto di non poter andare a sindacare l`interruzione di pubblico servizio posta in essere dai membri della commissione parlamentare di Vigilanza, che disertando le adunanze della Commissione presieduta dal senatore Villari, regolarmente eletto, impedirono per lungo tempo alla Commissione di adottare tutta una serie di atti dovuti e di adempiere a degli `obblighi inderogabili`, come disse il presidente della Repubblica Napolitano”.
Nel comunicato dei radicali si ricorda che “la Lista Pannella e l`Associazione Coscioni, quali soggetti legittimati a godere di spazi televisivi che la commissione gestisce direttamente in adempimento di funzioni amministrative, denunciarono alla Procura di Roma questi fatti, ipotizzando, sulla scorta della sentenza della Corte Costituzionale n. 379 del 1996, meglio nota come la sentenza sui cd. `pianisti`, la piena sindacabilità  da parte dell`autorità  giudiziaria delle condotte dei membri della Commissione, atteso che i loro comportamenti non erano sussumibili per intero nell`ambito della disciplina dettata dai regolamenti parlamentari, essendo comportamenti dovuti in forza di leggi ordinarie e tali da incidere su beni giuridici di terzi estranei al parlamento”.
“La Procura di Roma, al contrario, in breve tempo si legge ancora nella nota – chiese l`archiviazione senza neppure avvisare le parti offese che, peraltro, riuscirono ugualmente a depositare tempestivamente un atto di opposizione presso la cancelleria del Gip De Angelis, ove tra l`altro veniva richiesto il compimento di una serie di attività  investigative, ma nonostante ciò, il Gip De Angelis, aderendo alla richiesta della Procura, archiviò de plano, senza neppure fissare un`udienza”.
Secondo il riassunto contenuto nel comunicato “il Gip – argomenta oggi il Pg della Cassazione – omettendo di esercitare il potere dovere di valutare la specificità  degli atti di indagine suggeriti dalle persone offese, archiviando il procedimento de plano, ha volutamente non affrontato, omettendo di valutare quanto introdotto dagli attuali ricorrenti”.