TV: STOP RAI E MEDIASET A SPOT VIDEOCRACY, E’ POLEMICA /ANSA

POL:TV
2009-08-27 19:58
TV: STOP RAI E MEDIASET A SPOT VIDEOCRACY, E’ POLEMICA /ANSA
PD TEME PER LIBERTA’ INFORMAZIONE, SI CHIEDE DISCUSSIONE IN CDA
ROMA
(di Elisabetta Stefanelli) (ANSA) – ROMA, 27 AGO – Dal topless delle coloratissime vallette di Umberto Smaila fino a Silvio Berlusconi sugli spalti della sfilata del due giugno: sono le immagini del trailer di Videocracy bocciato da Rai e Mediaset con forte coda polemica. Immagini provocatorie accompagnate da alcune frasi: “30 anni fa in Italia un piccolo esperimento televisivo avviò una rivoluzione culturale”, che hanno suscitato la reazione negativa delle emittenti e la rivolta del centrosinistra. La denuncia è partita dalle pagine de La Repubblica dove il produttore Domenico Procacci della Fandango, ha reso pubblico il no delle tv allo spot del film di Erik Gandini dal 4 settembre al cinema (in 40 copie) ed evento alla mostra di Venezia. Per il segretario del Pd, Dario Franceschini è “un’altra prova di come si stiano restringendo gli spazi della libertà  di informazione in Italia” e in risposta pubblica il video sul suo sito internet. “Bisogna allora reagire – aggiunge – all’assuefazione. In questo Paese la battaglia per la libertà  di informazione non riguarda né solo il Partito democratico né solo l’opposizione, ma riguarda tutti quelli che hanno a cuore un Paese libero”. Dal Pd parla anche Pierluigi Bersani ed usa l’ironia: “Sostengono che non si può trasmettere il trailer di Videocracy per motivi di par condicio. Ma che per ‘Ombre Rosse’ chiesero la replica agli indiani?”. Bersani torna poi sulle nomine per Raitre e Tg3. “Sono per la libertà  di informazione – afferma – ma non per la libertà  a fette. I giornalisti devono avere la schiena dritta ma su tutte le reti”. Anche il presidente Fnsi Roberto Natale vede una stretta connessione tra la censura a Videocracy e la libertà  d’informazione: “La vergognosa decisione di Rai e Mediaset di non mandare in onda gli spot è la conferma più clamorosa di come in Italia sia ormai in vigore la videocrazia”. Per questo è convinto della necessità  di una “grande iniziativa di protesta” perché è una “una gigantesca questione di libertà “. Una reazione viene subito dal Consiglio d’amministrazione di Viale Mazzini, dove Giorgio Van Straten e Nino Rizzo Nervo, giudicano duramente quella che ritengono una censura e chiedono formalmente che venga discussa nel prossimo Cda. Per Rizzo Nervo “la censura dello spot di Videocracy dimostra con chiarezza che sulla Rai vi è un preciso disegno di controllo e di annullamento delle libertà  editoriali”. A prendere la decisione è stato l’Ufficio legale, come spiega in serata una nota Rai, motivando la doppia bocciatura: da una parte si tratterebbe di un trailer non conforme al principio del contraddittorio, anche se in periodo non elettorale, dall’altra non rispetterebbe le convinzioni morali, civili e politiche dei cittadini. La Rai comunque si è resa disponibile ad ospitare altri spot “nell’ipotesi in cui la società  produttrice avesse assicurato il rispetto dei principi essenziali del contraddittorio e del pluralismo informativo”. Per quanto riguarda invece Mediaset il no è arrivato perché Publitalia ha giudicato lo spot lesivo delle prerogative della tv commerciale e quindi editorialmente non compatibile con la trasmissione.(ANSA).
STF/ S0A QBXB

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