Repubblica ““ Gioca a tutto campo in Sicilia

Per giocare a tutto campo la partita in Sicilia, il Gruppo L’Espresso trova un nuovo accordo con Ciancio Sanfilippo e allarga la diffusione anche alla zona tabù dove impera ‘La Sicilia’.
In una Sicilia fondamentale nel panorama politico e nella battaglia pro e contro Berlusconi, ma dove niente si muoveva da anni nel panorama della stampa quotidiana, La Repubblica cessa di giocare la sua partita d’opposizione con una gamba legata dall’accordo che ne impediva la diffusione nella Sicilia Orientale, e allarga la distribuzione dell’edizione di Palermo in tutta l’isola.
Era il 1982, quando Mario Ciancio Sanfilippo e Carlo Caracciolo raggiunsero l’accordo: Ciancio avrebbe stampato La Repubblica nella sua tipografia di Catania, ma Caracciolo si impegnava a non disturbare con proprie edizioni locali il quasi monopolio della Sicilia, quotidiano di cui Ciancio è editore e direttore, nella parte orientale dell’isola.
Quell’accordo ha retto la bellezza di 27 anni, e ha superato indenne anche l’apertura nel 1987 dell’edizione palermitana (palermitana, si badi bene, non siciliana) della Repubblica, che finora è stata distribuita solo nelle province di Palermo, Agrigento, Trapani, Caltanissetta, Enna, Messina. Lasciando fuori Catania, Siracusa e Ragusa, province in cui veniva diffusa solo l’edizione nazionale del quotidiano. Un paradosso: un lettore catanese per leggere La Repubblica siciliana, stampata nella sua città , avrebbe dovuto andarsela a cercare in un’altra provincia. Tanto che negli ultimi tempi qualcuno, come l’associazione Libera Informazione, presieduta da Roberto Morrione, aveva lanciato la provocatoria idea di un esposto all’Antitrust, poi mai presentato.

La versione integrale dell’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 398 – settembre 2009

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