Editoria

28 settembre 2009 | 10:09

ANNOZERO: SCAJOLA,LONTANISSIMA DA ME E PREMIER IDEA CENSURA

ANNOZERO: SCAJOLA,LONTANISSIMA DA ME E PREMIER IDEA CENSURA
(AGI) – New York, 27 set. – “Lontanissima da me e dal governo e, in primis, dal presidente Silvio Berlusconi l’idea di censurare l’informazione nel nostro Paese. Personalmente mi augurerei di avere una tv pubblica con una maggiore qualita’, maggior serenita’ nell’informazione, maggior pluralismo e maggiore equilibrio. Il mezzo televisivo ha una potenza che non ha nessun altro strumento di comunicazione: entra in tutte le case ed e’ visto dal bambini piccolo all’anziano. E’ evidente che e’ uno strumento di comunicazione da maneggiare con cura. E’ per questo che negli anni il legislatore ha previsto il contratto di servizio, per questa particolarita’”. Cosi’ Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo economico, in una breve conversazione con i giornalisti arrivando a New York. “C’e’ un insieme di sistemi di garanzia per il servizio pubblico nel nostro Paese che non e’ soltanto la commissione parlamentare di Vigilanza ma – sottolinea Scajola – c’e’ anche il ministero ex Telecomunicazioni oggi ministero dello Sviluppo Economico. E il contratto di servizio che c’e’ tra lo Stato e la tv pubblica e’ proprio cio’ che legittima il canone Rai. Il contratto di servizio vigente non l’abbiamo fatto noi, ma l’ha firmato il ministro Gentiloni. In questi giorni mi pare di aver colto da molte reazioni che questo forse era male inteso pensando che soltanto il Parlamento, attraverso la Commissione di Vigilanza, avesse il compito di verificare il servizio televisivo pubblico nel nostro Paese. E molti, anche autorevoli ex ministri, l’hanno scoperto solo in queste ore”.

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(AGI) – New York, 27 set. – E a proposito del suo intervento all’indomani della puntata di ‘Annozero’, il ministro aggiunge che “non sapevano quindi che il mio non e’ stato un intervento contro legge, ma che era chiaramente previsto dai diversi articoli del contratto di servizio”. Mi auguro una informazione che abbia sempre ben salda questa consapevolezza dell’estrema delicatezza dello strumento tv. Mi pare che non ci sia abbastanza attenzione; che ci sia il rischio che, talvolta, prevalga il senso della cattiveria, della deformazione. E’ un discorso che si puo’ allargare alla qualita’ del servizio che la televisione pubblica deve dare proprio perche’ c’e’ il canone che viene pagato dal cittadino. Il rischio, quindi, e’ che il cittadino si possa ribellare non pagando il canone, mettendo in crisi la tv pubblica, che ha gia’ dei conti molto difficili”. Scajola rileva quindi “che allo stesso modo ci vuole equilibrio perche’ non si puo’ pensare che l’audience possa andare a discapito della serenita’ e della qualita’ del prodotto. Mi rendo conto che e’ difficile l’equilibrio e trovare una condizione ottimale. Ecco perche’ ci deve essere un forte appello agli operatori dello strumento televisivo ad avere un forte senso di responsabilita’. Ritengo che il canone Rai si debba pagare ma proprio perche’ non si deve rompere questo patto tra gli ascoltatori e la Rai e’ necessario responsabilita’. Dove andremmo a finire se ci fosse una disdetta di abbonamenti che non facesse piu’ tornare i conti della Rai?”. Il ministro dello Sviluppo economico precisa poi che “tutto cio’ che ho detto era latente da tempo. E’ esplosa in me questa valutazione dopo l’ultima trasmissione di Santoro, la prima di questo corso. Ma fa parte di un ragionamento complessivo sul mezzo tv pubblico e sul senso di responsabilita’ nell’utilizzarlo. Il dibattito delle ultime ore mi e’ sembrato poco profondo non conoscendo le norme e cosa prevedono le leggi. La convocazione dei vertici Rai potrebbe avvenire tra il 7 e l’8 ottobre. Se un ministro non fa quello che deve fare e’ inefficiente e se fa quello che deve fare e’ prepotente. Sono ormai tre mesi che ho gia’ nominato una commissione che sta lavorando per la stesura del nuovo contratto di servizio”.