TLC

29 settembre 2009 | 10:47

TELECOM: GALATERI, ALLARME INVESTIMENTI GOVERNO IN TLC

TELECOM: GALATERI, ALLARME INVESTIMENTI GOVERNO IN TLC/ ANSA
INDISPENSABILI 800 MLN PIANO ROMANI; IPOTESI POSTE MAI SENTITA
MILANO
(ANSA) – MILANO, 28 SET – Il presidente di Telecom, Gabriele Galateri di Genola, lancia l’allarme sugli investimenti nella banda larga promessi dal governo e per ora ‘congelati’ a causa della crisi economica. Si tratta degli 800 milioni di euro promessi dal piano del viceministro allo Sviluppo economico Paolo Romani e definiti da Galateri “assolutamente indispensabili per il lancio del programma Full Digital Economy (economia completamente digitale, ndr) del Paese”. “I dati dell’Osservatorio ‘Italia Digitale 2.0′ – ha detto Galateri nella sua veste di delegato di Confindustria per le comunicazioni e la banda larga – confermano che il Paese si trova costantemente di fronte a un problema di bassa competitività ”, dovuta anche a un “insufficiente utilizzo delle tecnologie digitali”. E benché ci sia “grande consapevolezza di questa situazione” nel ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta (assente oggi dal convegno dove ha parlato Galateri) e nel viceministro con delega alle comunicazioni Paolo Romani, “nelle decisioni del governo non ritrovo la stessa determinazione a investire sugli strumenti digitali, la banda larga e i servizi online”. “Non chiediamo di tagliare le risorse per gli ammortizzatori sociali – ha spiegato – né di scambiare la riduzione del digital divide con i vaccini per gli studenti delle nostre scuole”. Tuttavia pur nella consapevolezza “della difficile situazione del Paese” il manager ha rilevato che “c’é un problema di precedenze” e “alle tecnologie dell’informatica e delle telecomunicazioni è attualmente assegnata una priorità  troppo bassa in relazione al contributo che possono fornire alla ripresa dell’economia”. Insomma il numero uno di Telecom chiede al governo di accelerare su quegli 800 milioni chiesti da Romani per portare la banda larga al 14% circa degli italiani che ne è ancora priva e su cui il Cipe continua a non deliberare. A margine del convegno Galateri ha anche parlato del gruppo di tlc. In primo luogo smentendo l’ipotesi di fusione, affiorata sulla stampa, con Poste Italiane (“non ne ho mai sentito parlare”). E poi affrontando i rapporti con Telefonica, partner industriale di Telecom e con cui il rapporto deve “essere sfruttato fino in fondo”. “Con Telefonica – ha sottolineato – certamente le nostre sinergie industriali si stanno sviluppando e possono svilupparsi ulteriormente”. Ma oltre che partner di Telecom, il gruppo spagnolo è anche il primo azionista del gruppo guidato da Franco Bernabé, attraverso Telco. Entro il 28 ottobre devono arrivare le disdette al patto che lega gli spagnoli agli altri soci della holding. I rapporti tra i soci sono “collaborativi e costruttivi”, ha detto Galateri, auspicandosi che possano “proseguire con lo stesso grado di efficacia e di apertura pur nell’ambito di una dialettica costruttiva”.