Televisione

29 settembre 2009 | 18:29

RAI: VIGILANZA CONVOCA IN SETTIMANA VICEMINISTRO ROMANI

RAI: VIGILANZA CONVOCA IN SETTIMANA VICEMINISTRO ROMANI
(ASCA) – Roma, 29 set – L’Ufficio di Presidenza della Commissione di vigilanza Rai, su proposta del presidente Sergio Zavoli, ha votato all’unanimita’ la proposta di convocare in settimana, probabilmente domani o giovedi’, il viceministro alle Comunicazioni, Paolo Romani, sulla vicenda della trasmissione ‘Annozero’ e sul contratto di servizio della Rai.

RAI: VIGILANZA CONVOCA IN SETTIMANA VICEMINISTRO ROMANI (2)
(ASCA) – Roma, 29 set – ”E’ importante ripristinare l’ordine e la convocazione di Romani serve a riportare il dibattito nei giusti binari, che sono quelli della commissione di vigilanza Rai, ovvero del Parlamento” ha spiegato il vicepresidetne della commissione Giorgio Merlo (Pd). ”Questo anche per evitare ingerenze inopportune ed inappropriate del governo nella Rai” ha poi aggiunto. Merlo ha quindi sottolineato che l’occasione dell’audizione di Romani sara’ anche utile per ”gettare le basi del nuovo contratto di servizio Rai, dove dovra’ essere riaffermata con chiarezza la centralita’ del Parlamento e dell’organo di garanzia, cioe’ dell’Agcom”. Nel merito dell’incontro di questa mattina tra il presidente Zavoli e lo stesso viceministro Romani, in relazione al caso di Annozero e delle esternazioni del ministro Scajola, Merlo ha tenuto a sottolineare che ”non c’e’ scritto da nessuna parte che il governo possa convocare la Rai, certo puo’ incontrarla e ascoltare, ma la convocazione e’ altra cosa. E non e’ solo una questione semantica. Sono infatti solo due gli organismi preposti a legittimati a convocare: la commissione di vigilanza, cioe’ il Parlamento, e l’Agcom”. Dal canto suo il commissario rappresentante dell’Udc in vigilanza, Roberto Rao, ha riportato come l’incontro di questa mattina tra il presidetne Zavoli e Romani abbia sancito un ”ridimensionamento” delle posizioni del ministro Scajola, che ha sollevato il caso della ”convocazione” del governo dei vertici Rai su Annozero. ”Zavoli ci ha spiegato che c’e’ stato un ammorbidimento dei toni – ha ripercorso Rao – e quella che sembrava una convocazione e’ stata poi ridimensionata a un ‘incontro’ con i vertici Rai”. Rao ha spiegato inoltre che nel corso della prossima audizione di Romani in vigilanza saranno affrontati ”tutti i temi sul tappeto” da quelli relativi a ”tutti i programmi, anche quelli di intrattenimento”, al contratto di servizio. Una conferma dell’ammorbidimento della posizioni giunge dal commissario Pdl in Vigilanza, Alessio Butti, che ha stigmatizzato il fatto di come ”non sia assolutamente irrituale la convocazione del viceministro in commissione” e che questa fosse ”gia’ ampiamente prevista”, sia pure per affrontare il contratto di servizio. ”Potra’ essere quella l’occasione per parlare anche degli altri temi” ha proseguito. Poi, nel merito della questione, ha aggiunto: ”Il Tesoro e quindi il governo e’ azionista della Rai, pensare di estrometterlo e rendere l’esecutivo estraneo e’ impossibile”. Su questo punto in particolare e’ assolutamente di diverso avviso il commissario Fabrizio Morri (Pd): ”La giurisprudenza costituzionale esclude un ruolo diretto del governo nelle aziende in cui e’ presente come azionista. Ricordo semplicemente il ‘no’ della Corte all’allora ministro del Tesro, Padoa Schioppa, per la sostituzione di un consigliere Rai di nomina governativa”. Morri non ha dubbi nel considerare poi quella del ministro Scajola ”una intimidazione”. ”Prendo atto – ha aggiunto – che e’ stata ‘corretta’ dal viceministro Romani prima e poi dallo stesso esponente Pdl in commissione, ma deve essere ben chiaro e stabilito che il governo puo’ chiedere informazioni e fare anche tante altre cose, ma ‘convocare’ i vertici della Rai subito dopo aver espresso un giudizio politico su una trasmissione e’ ben altra cosa, e da’ al pubblico l’idea che il governo entri nei palinsesti delle trasmissioni, che sono invece nella responsabilita’ dei consiglieri Rai. Credo percio’ – ha concluso Morri – che gli stessi vertici della Rai debbano specificare che l’incontro dell’8 ottobre sara’ un ‘atto di cortesia’ ben diverso da altre forme che sono invece contrarie alla legge”. Ancora piu’ tranchant infine l’esponente Idv in commissione, Pancho Pardi: ”Mi aspetto che venga esaminata la risoluzione che porta la mia prima firma insieme a quella del collega Formisano, depositata al Senato, che stabilisce che i vertici Rai non sono tenuti a rispondere alle convocazioni di alcun ministro e rispondano soltanto alla commissione di Vigilanza. In sostanza che risponda al Parlamento e non al governo”.