Televisione

30 settembre 2009 | 16:36

ANNOZERO: CODACONS A TAR, SOSPENDERE CONVOCAZIONE SCAJOLA

ANNOZERO: CODACONS A TAR, SOSPENDERE CONVOCAZIONE SCAJOLA
(AGI) – Roma, 30 set. – Sospendere il provvedimento con cui il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola ha convocato per il 7 e 8 ottobre i vertici Rai in relazione alla trasmissione di Rai2 ‘Annozero’, al fine di verificare se la trasmissione rispetti l’impegno, assunto dalla Rai nel contratto di servizio 2007-2009. E’ quanto chiedono il Codacons e l’Associazione utenti dei servizi radiotelevisivi in un ricorso depositato oggi al Tar del Lazio. “Il contratto di servizio – si legge nel ricorso del Codacons – in armonia con quanto stabilito dalle linee guida approvate dall’Autorita’ garante nelle comunicazioni, stabilisce che la Rai debba riservare un’ampia percentuale della programmazione ai generi dell’informazione e dell’approfondimento, intendendo per ‘approfondimento’ i supplementi informativi alle edizioni dei notiziari, rubriche di rete o di testata, inchieste e dibattiti, talk show, ecc. Appare quindi gravissimo e illegittimo avere preteso di controllare il rispetto del contratto di servizio da parte di un solo programma e anzi di una sola puntata del programma e non per la pluralita’ delle voci presenti ma per il contenuto esplicitato nella puntata dai presenti: censura assurda e assolutamente non consentita dalla legge e dalla Costituzione”. In questo senso, rileva il Codacons, “e’ corretto asserire che il contratto di servizio della Rai, come del resto tutta la normativa in materia, non consentono affatto al Governo di svolgere istruttorie sui contenuti di una trasmissione di informazione, ne’ di chiederne ragione ai vertici della Rai, ne’ di promuovere l’intervento dell’Agcom”. Anche di recente, si sottolinea nel ricorso, con la sentenza n. 69 del 13 marzo 2009, relativa al caso Petroni, la Corte Costituzionale “ha escluso qualsiasi possibilita’ di interferenza governativa sulla gestione editoriale della Rai ed ha affermato che la Commissione parlamentare di vigilanza ha il compito di mantenere gli amministratori della concessionaria al riparo da pressioni e condizionamenti”. Palese, rilevano ancora i consumatori, “risulta essere la violazione dell’art. 19 della legge n. 112 del 2004 che testualmente recita: e’ affidato all’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni il compito di verificare che il servizio pubblico generale radiotelevisivo venga effettivamente prestato ai sensi delle disposizioni di cui alla presente legge, del contratto nazionale di servizio e degli specifici contratti di servizio conclusi con le regioni e con le province autonome di Trento e di Bolzano, tenendo conto anche dei parametri di qualita’ del servizio e degli indici di soddisfazione degli utenti definiti nel contratto medesimo”. Il ministero, in sostanza, secondo il Codacons, “si e’ sostituito non gia’ all’organo terzo preposto dal legislatore (la Commissione di vigilanza) ma anche all’Autorita’ Garante. Cio’ denota una chiara violazione dei principi di imparzialita’ costituzionale, che confluisce in un vero e proprio conflitto di interessi e abuso delle proprie funzioni”