Editoria

02 ottobre 2009 | 10:52

EDITORIA: INTERNAUTI CHIEDONO NOTIZIE COL BOLLINO BLU

EDITORIA: INTERNAUTI CHIEDONO NOTIZIE COL BOLLINO BLU/ANSA
MALINCONICO (FIEG), SERVONO REGOLE ANCHE PER IL WEB
MILANO
(ANSA) – MILANO, 1 OTT – Notizie veloci, facili da trovare, ma soprattutto “affidabili e verificate” sono quello che chiedono i naviganti in Internet, che sempre più si rivolgono alla rete per leggere le news, ma che nel 63% dei casi le ritengono inaffidabili o dubbie. E allora l’idea di avere una sorta di bollino blu, un marchio di garanzia, nelle notizie fatte dai giornalisti iscritti all’Ordine non dispiace a più di un terzo di loro, cioé a circa 6 milioni di web-surfer. E’ stato internet al centro del convegno organizzato all’università  cattolica dall’Ordine dei giornalisti della Lombardia sul ‘Futuro del giornalismo’ e non poteva che essere così. Il presidente Fieg, Carlo Malinconico, ha ricordato che la crisi del settore è grave e che la pubblicità  sta andando malissimo, tranne che su Internet dove cresce. Anche questo spiega l’esposto che la federazione degli editori ha presentato contro Google news all’autorità  della Concorrenza. La tesi degli editori è che il motore di ricerca guadagna sulla pubblicità  che vedono gli utenti ma non riconosce nulla a chi ha messo in rete gli articoli che vengono cercati attraverso il motore, anzi. Il fatto che ci siano link diretti agli articoli e non alla home page, secondo il presidente degli editori, fa saltare la pubblicità  sul giornale. “Non trovo corretto che chi crea un contenuto non si veda arrivare neanche una briciola – ha detto Malinconico -, è scorretto anche eticamente. Dobbiamo dire laicamente se ci devono essere regole. E oggi le regole le fa chi gestisce e che guarda caso gestisce anche la pubblicità ”. Google, presente, non ha replicato. La responsabile comunicazione di Google Italia, Simona Panseri, ha invece proposto un cambio di logica perché quello che si deve offrire in rete non è il giornale intero, ma la valorizzazione delle singole notizie (“a cui si arriva – ha sottolineato – magari attraverso un motore di ricerca”), impaginando il sito in modo da fornire collegamenti con tutte le altre notizie che hanno attinenza, sul modello di quanto fa youtube che offre altri video da vedere. Certo è che ora come ora internet appare irrinunciabile per chi si occupa di informazione, come ha ammesso il direttore della Stampa Mario Calabresi, secondo cui ai giornali ‘tradizionali’ resta soprattutto il compito dell’ approfondimento. Un’indagine di Astra Ricerche, presentata oggi al convegno, sottolinea che l’82,4% di chi naviga in rete guarda ogni giorno le notizie online, mentre solo il 21,9% legge un quotidiano con la stessa frequenza. La percentuale è di quelle che fanno pensare, anche alla luce di un’altra risposta data dagli 805 intervistati online a fine luglio da Astra Ricerche: il 35% dei naviganti ha ridotto il ricorso ad altri mezzi di informazione, come giornali o tv, da quando c’é il web. Di queste circa 5,9 milioni di persone, 4,9 hanno rinunciato ai quotidiano. Ironicamente però oltre la metà , il 53,9%, dei web-surfer per avere notizie si rivolge alle edizioni online proprio dei quotidiani (battute solo da portali generalisti o siti raggiunti attraverso motori di ricerca che si attestano intorno al 57%). Una piccola percentuale poi già  ora paga per avere notizie: abbonamenti online, servizi di informazione via sms o singoli articoli, approfondimenti o la consultazione degli archivi. In ogni caso l’uso di Internet per le notizie è in aumento. Il 65% degli intervistati ha ammesso di servirsene più quest’anno dell’anno scorso. Quello che chiedono questi lettori é per lo più di avere notizie affidabili (60,1%) e verificate (59,5%). E circa sei milioni vedono di buon grado l’idea di un bollino blu, una sorta di marchio di origine controllata. Anche perché per il 63% le web news sono inaffidabili o dubbie.