Editoria

02 ottobre 2009 | 12:35

INFORMAZIONE: SIR, CAMBIARE ROTTA PRIMA CHE LETTORI CI LASCINO

INFORMAZIONE: SIR, CAMBIARE ROTTA PRIMA CHE LETTORI CI LASCINO
(AGI) – CdV, 2 ott. – Occorre “cercare una direzione diversa per l’informazione nel nostro Paese, prima che si allunghino ulteriormente le distanze con i cittadini, prima che i media abbiano nulla o poco da dire”. Lo scrive il Servizio Informazione Religiosa promosso dalla Chiesa Italiana, che chiede agli operatori della comunicazione di tornare a “considerare l’etica professionale come bussola irrinunciabile e come terreno sul quale professionisti cattolici e non cattolici possono insieme ritrovare il significato ultimo del loro lavoro”. In proposito il Sir richiama le parole della recente prolusione del presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, per il quale l’Italia e’ come “ciclicamente attraversata da un malessere tanto tenace quanto misterioso, che non la fa essere talora una nazione serena e del tutto pacificata al proprio interno, perche’ attraversata da contrapposizioni radicali e da risentimenti”. Da qui l’esortazione a “rinunciare alla polemica” a favore di “una professionalita’ che dovrebbe vivere e crescere alla luce di un’etica condivisa”. “Mentre continua il dibattito sulla liberta’ di stampa, le parole del card. Bagnasco – sottolinea la nota firmata dal direttore del Sir, Paolo Bustaffa – invitano a non sostare alla periferia del tema. Chiedono di entrare nel vivo di una questione che coinvolge la coscienza, una questione che non e’ semplicemente tecnica”. In proposito il Sir ricorda che “ogni liberta’ e’ sostanziata dalla reciprocita’ tra diritti e doveri”. Invece, negli ultimi tempi – rileva – si e’ ripetuto il tentativo di “fermarsi agli aspetti cosiddetti tecnici al punto di ritenere che la notizia in se stessa, o una sua parvenza, sia un valore assoluto al quale sacrificare tutto e tutti”. “La piazza – conclude in riferimento alla manifestazione di dimani – ha un suo indubbio grande significato, tuttavia e’ un luogo che non viene mai prima dello spazio intimo della coscienza, e’ un luogo che non puo’ vivere di contrapposizioni, risentimenti”.