Cinema

02 ottobre 2009 | 15:23

BAARIA: ENPA CHIEDE RITIRO FILM, SGOMENTA SCENA UCCISIONE TORO

BAARIA: ENPA CHIEDE RITIRO FILM, SGOMENTA SCENA UCCISIONE TORO
(AGI) – Roma, 2 ott. – L’Ente nazionale protezione animali contro ‘Baaria’, l’ultimo film di Giuseppe Tornatore in corsa per rappresentare l’Italia agli Oscar. Carla Rocchi, presidente dell’Enpa, ha presentato una denuncia penale alla Procura di Roma per chiedere ‘l’urgente sequestro di tutte le copie del film attualmente presenti sul territorio nazionale’. La scena dell’abbattimento di un toro ”iniziata’ con un punteruolo e ‘finita’ con lo sgozzamento dell’animale palesemente ancora in vita’, non piace agli animalisti, secondo i quali il lungometraggio non deve essere proiettato nelle sale ‘anche al fine di impedire – si legge nella denuncia querela presentata dal professor Mariano Buratti – che il reato venga portato ad ulteriore conseguenza e sia per evitare che la scena in questione continui a produrre inutile sgomento, gratuito ribrezzo e profondo raccapriccio, non esclusi i bambini, in quanto tale ‘capolavoro’ non e’ nemmeno vietato ai minori’. L’Enpa propone anche ‘formale denunzia-querela nei confronti di chiunque sara’ ritenuto responsabile dei reati di cui agli articoli 544bis e ter (che punisce con la reclusione fino ad un anno e sei mesi chiunque per crudelta’ e senza necessita’ cagiona la morte di un animale, ndr), che saranno identificati per il tramite di urgenti indagini di polizia giudiziaria, tenendo altresi’ presente che lo stesso Tornatore ha formalmente ammesso la verita’ della scena’ in dichiarazioni alla stampa. ‘La denuncia che abbiamo fatto tende a punire un reato che si ammanta fintamente di pretese artistiche – ha detto la Rocchi -. Il risultato e’ che di questo film si parla ormai soltanto per la crudelta’ immotivata di quella scena. Baaria uguale macelleria’. Il professor Buratti, ha invece ha sottolineato che ‘nel caso qualcuno ritenga che la scena di questo film da noi denunciata sia stata girata all’estero (in Tunisia, ndr) per evitare sanzioni penali in Italia, dovra’ purtroppo per lui ricredersi molto presto, perche’ previa istanza al ministro della Giustizia, il procedimento penale puo’ radicarsi in Italia’.