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05 ottobre 2009 | 10:24

FRANCE TELECOM: SILURATO NUMERO DUE DOPO ONDATA SUICIDI

FRANCE TELECOM: SILURATO NUMERO DUE DOPO ONDATA SUICIDI
(AGI/AFP) – Parigi, 5 ott. – Il gruppo telefonico France Telecom silura il vice amministratore delegato, Louis-Pierre Wenes. Al suo posto e’ stato nominato Stephane Richard, che avrebbe dovuto sostituirlo nel 2011. La decisione arriva dopo 24 suicidi in meno di un anno e mezzo e dopo che nei giorni scorsi l’amministratore delegato, Didier Lombard, pressato dal governo e dai sindacati, aveva congelato il piano che prevedeva lo spostamento dei manager ogni tre anni. I sindacati avevano considerato inadeguato il provvedimento e chiedevano la testa dello stesso Lombard.

FRANCE TELECOM: SILURATO NUMERO DUE DOPO ONDATA SUICIDI (2)
(AGI/REUTERS) – Parigi, 5 ott. – Secondo quanto rivela un comunicato di France Telecom, Wenes, responsabile operativo in Francia, ha chiesto a Lombard di essere sostituito. Richard, uno dei principali consiglieri economici del ministro dell’Economia, Christine Lagarde, avrebbe dovuto sostituire Lombard nel 2011.

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(AGI/REUTERS) – Parigi, 5 ott. – Wanes ha esplicitamente collegato le sue dimissioni all’ondata di suicidi. “Nonostante la dura competizione economica e tecnologica nel nostro settore – si legge in un comunicato inviato da Wanes ai lavoratori – Niente puo’ giustificare il fatto che uomini e donne mettano fine alle loro vite. ieri come oggi io non posso accettarlo”. Wanes, 60 anni, e’ entrato in France Telecom nel 2002 e dal 2005 ha gestito il programma di modernizzazione dell’azienda, che i sindacati considerano come la principale causa dei suicidi. France Telecom e’ per il 27% controllata dallo stato francese e impiega 100 mila addetti, molti dei quali continuano a godere di uno status protetto di addetti pubblici. “”Wenes – dice Pierre Morville, sindacalista della CFE-CGC – rappresenta un simbolo, e’ quello che introdotto nell’azienda una gestione del terrore”. Oltre ai 24 suicidi in questo anno e mezzo dentro France Telecom ci sono stati altri 13 tentativi di suicidio. Molte delle vittime hanno scelto di uccidersi dentro l’azienda, o hanno lasciato lettere in cui si lamentavano per dure condizioni di lavoro.