TLC

06 ottobre 2009 | 19:13

TELECOM:ALIERTA VUOL RESTARE;GALATERI,RAPPORTI CORRETTI

TELECOM:ALIERTA VUOL RESTARE;GALATERI,RAPPORTI CORRETTI/ANSA
OCCHI SU TELEFONICA IN VISTA SCADENZA PATTO TELCO IL 28
MILANO
(ANSA) – MILANO, 6 OTT – Si avvicina la scadenza del patto Telco e si moltiplicano le ipotesi su un possibile riassetto nell’azionariato di Telecom Italia. Dichiarazioni dal fronte politico, indiscrezioni di stampa e speculazioni di Borsa agitano le acque, anche se i soci della holding sembrano in realtà  tutti intenzionati a rinnovare l’accordo, Telefonica inclusa. “I rapporti con Telefonica sono corretti e positivi”, ribadisce il presidente di Telecom, Gabriele Galateri di Genola, invitando a “non alimentare rumors” sul rinnovo del patto Telco. Nei giorni scorsi il viceministro alle Comunicazioni, Paolo Romani, aveva definito la presenza di Telefonica in Telco “un problema rilevante”. Da Madrid le dichiarazioni di ieri del numero uno del gruppo di tlc, Cesar Alierta, erano suonate come una risposta a distanza: “Manterremo le relazioni sulla base della trasparenza e della realta”, rimarcando l’intenzione di “aumentare e ottimizzare le sinergie e la complementarità ”. Le parole del manager spagnolo vengono riprese dal Financial Times che però va oltre. Secondo il quotidiano inglese, Telefonica “si sta preparando a resistere alla pressione che arriva dai politici italiani” e a “rinnovare il patto”. Ad oggi, peraltro, nessuno dei soci ha presentato richiesta per uscire e il 28 ottobre scade il termine per farlo. La prossima settimana, prima della scadenza di fine ottobre, è inoltre atteso un cda che all’ordine del giorno dovrebbe avere la trimestrale di Telco, ma soprattutto il rifinanziamento della holding. Resta aperta, infatti, anche se non sembra essere urgente, la questione su quale formula scegliere: secondo indiscrezioni non si punterebbe su un aumento di capitale ma su formule alternative, come era stato a fine 2008 il finanziamento predisposto dagli stessi soci per reintegrare le garanzie sul debito. Non risultano neppure offerte da parte di possibili nuovi soci, anche se in ambienti finanziari si comincia a guardare al mondo dei private equity. “Troppo grande, non sarebbe un’operazione possibile”, risponde tuttavia Giancarlo Aliberti, direttore generale Italia Apax Partner a una domanda su un possibile interesse dei fondi ad entrare al posto delle banche. Secondo Claudio Sposito, presidente e amministratore delegato di Clessidra, non è invece da escludere che il dossier possa interessare qualche grande fondo internazionale. “E’ un settore che sta tornando di moda e abbiamo visto recentemente fondi altamente specializzati che stanno tornando a investire nel settore anche con grosse operazioni: non lo escluderei”. L’ad Franco Bernabé da parte sua non vuole entrare nel dibattito e limita le sue dichiarazioni, in un’intervista che il Ft pubblica proprio sotto lo scenario su Telefonica, alle strategie del gruppo per la riduzione del debito e al taglio dei costi. Anche a Ivrea, all’inaugurazione della nuova sede di una società  del gruppo Olivetti, parla degli investimenti per la banda ultra larga (720 milioni di euro entro il 2011 e fino a 6 miliardi entro il 2016) ma non vuol tornare sul tema dell’azionariato.