Editoria

08 ottobre 2009 | 14:09

INFORMAZIONE: CASO ITALIA ACCENDE DIBATTITO A EUROPARLAMENTO

INFORMAZIONE: CASO ITALIA ACCENDE DIBATTITO A EUROPARLAMENTO (IL PUNTO)
(ASCA-AFP) – Bruxelles, 8 set – Diversi gruppi politici del Parlamento europeo hanno reclamato, oggi a Bruxelles, una direttiva europea volta a limitare la concentrazione dei media. Tutto questo e’ avvenuto nel corso di un acceso dibattito definito dalla destra come una ”manovra” realizzata ad arte contro il capo del governo italiano Silvio Berlusconi. Invettive, fischi, scenate piu’ o meno teatrali hanno fatto da sfondo ad un dibattito decisamente animato. Gli eurodeputati italiani della destra, fallito il tentativo di stralciare il dibattito sulla liberta’ d’Informazione in Italia dall’ordine del giorno, hanno protestato per la natura della discussione portata nell’emiciclo dell’europarlamento. ”Si tratta di una manovra politica per colpire un avversario politico”, ha dichiarato il capogruppo del partito popolare europeo Joseph Daul. ”Questo dibattito e’ una farsa assurda”, ha tuonato Mario Mauro, capodelegazione del Pdl. ”State utilizzando le menzogne per rappresentare l’avversario come un pericolo”, ha aggiunto rivolgendosi ai socialisti, verdi, liberali e ai deputati della sinistra europea che hanno reclamato a gran voce una legislazione in merito. ”La motivazione di questo dibattito complesso e’ dovuta al fatto che l’Italia e’ l’unico Paese democratico in cui il piu’ grande imprenditore dei media e’ il capo del governo. Questo conflitto di interessi e’ il problema”, ha risposto il capo dei Socialisti europei, il tedesco Martin Schulz. ”Voi negate l’esistenza di un problema, ma tre Paesi dell’Ue (Italia, Romania e Bulgaria) compaiono nella lista dei Paesi dove la stampa e’ parzialmente libera e tra questi tre Paesi, ce n’e’ uno che e’ un Paese fondatore dell’Ue. Per questa ragione siamo tutti molto preoccupati”, ha sottolineato l’ex Primo ministro belga Guy Verhofstadt, leader del gruppo ‘Democratici e Liberali’ (Alde) di cui fa parte l’Italia dei valori di Di Pietro. A chiedere apertamente una direttiva europea (non solo per l’Italia ma per tutti i Ventisette) il capo delegazione del Pd David Sassoli: ”Il diritto all’informazione – ha detto l’ex giornalista della Rai – deve essere garantito e difeso senza esitazioni da parte dell’Unione. Dobbiamo adoperarci per fornire norme comuni e stabilire limiti oltre i quali l’informazione non e’ piu’ considerata libera”. Criticato dai socialisti, dai verdi e dai liberali e’ stato inoltre il discorso pronunciato dal commissario Ue ai media Viviane Reding, che dopo aver ribadito che la liberta’ d’espressione, d’opinione, di informazione, cosi’ come il pluralismo devono essere rispettati, ha inoltre precisato che le istituzioni europee non devono essere ”strumentalizzare per risolvere le questioni” nazionali. ”Il fatto che i diritti fondamentali vengano applicati nell’ambito delle politiche comunitarie, non vuol dire che l’Unione Europea sia competente per tutte le materie legate ai diritti fondamentali”, ha aggiunto il Commissario affermando che l’Unione Europea non puo’ essere considerato un ”superstato”. I deputati europei dovranno pronunciarsi il 19 ottobre, durante una sessione plenaria a Strasburgo, su un progetto di risoluzione in difesa del pluralismo dei media e contro il conflitto d’interessi.