Editoria

08 ottobre 2009 | 14:13

Tv/ Ue chiude procedura contro Italia per pubblicità 

Apc-*Tv/ Ue chiude procedura contro Italia per pubblicità 
Rispettata completamente la normativa comunitaria

Bruxelles, 8 ott. (Apcom) – La Commissione europea ha deciso oggi di chiudere la procedure di infrazione aperta nel 2007 contro l’Italia poichè la normativa sulla pubblicità  televisiva violava le regole comunitarie.

L’Autorità  per le Comunicazioni ha modificato le regole, spiega la Commissione, ed attualmente “la legislazione nazionale e la pratica rispettano le normative europee sull’audiovisuale”.

Apc-Tv/ Ue chiude procedura contro Italia per pubblicità  -2- Sotto accusa erano telepromozioni e autopromozione

Bruxelles, 8 ott. (Apcom) – La decisione di oggi oltre l’Italia riguarda anche l’Estonia. I due Paesi, dice la Commissione, “si sono ormai adeguati alle norme UE applicabili in materia di pubblicità  televisiva”.

All’Italia la Commissione rimproverava che le televendite della durata di tre minuti non rientravano nel calcolo dei limiti orari destinati alla pubblicità  e potevano indurre in errore i telespettatori; la legislazione italiana non equiparava l’autopromozione delle emittenti televisive alla pubblicità ; infine, le violazioni della normativa pubblicitaria non erano adeguatamente sanzionate. La Commissione aveva avviato procedimenti di infrazione anche contro l’Estonia in quanto i canali televisivi di questo paese ignoravano sistematicamente la normativa comunitaria che limita la durata degli spot pubblicitari a 12 minuti per ora. Le due nazioni, che violavano la direttiva Televisione senza frontiere, “hanno nel frattempo opportunamente modificato la propria legislazione e le pratiche nazionali in modo da conformarsi alle norme europee applicabili nel settore audiovisivo”, spiega l’esecutivo Ue.

“Mi congratulo con l’Italia e l’Estonia per aver adottato misure concrete che hanno consentito loro di adeguarsi alla normativa europea in materia di pubblicità . Grazie alla proficua collaborazione fra le autorità  nazionali e la Commissione europea, infatti, i telespettatori dei due paesi godono ora di una migliore protezione garantita da norme precise. Di fondamentale importanza per i telespettatori è essere perfettamente consapevoli che ciò che vedono è un messaggio pubblicitario”, ha dichiarato Viviane Reding, commissario europeo per i mezzi di comunicazione.

In seguito all’avvio di una procedura di infrazione da parte della Commissione nel dicembre 2007, l’Agcom ha modificato le norme nazionali applicabili in materia di pubblicità  imponendo una durata minima di 15 minuti per le finestre di programmazione destinate alle televendite. “Tali disposizioni – afferma la Commissione – mettono fine alla prassi delle emittenti televisive italiane consistente nell’inserire televendite di tre minuti fra i programmi televisivi senza includerli nel calcolo dei limiti orari. La normativa audiovisiva europea (la Direttiva televisione senza frontiere ) prevede che le finestre destinate alle televendite abbiano una durata minima di 15 minuti in modo che i telespettatori possano rendersi conto che si tratta effettivamente di televendita”.

La commissione evidenzia poi che L’Agcom “ha inoltre aggiornato le norme italiane precisando che gli spot di televendita debbano essere inclusi nel calcolo dei limiti orari destinati alla pubblicità , conformemente alla normativa europea”.

È stato inoltre stabilito che le norme europee relative all’inserimento e alle interruzioni di messaggi pubblicitari debbano valere anche per l’autopromozione (quando un canale televisivo inserisce annunci di programmi futuri della stessa rete). Per fare un esempio, sinora le emittenti italiane interrompevano la trasmissione di telegiornali per mandare in onda questo tipo di annunci, in contrasto con la normativa dell’Ue.

Le autorità  italiane, spiega la nota, “hanno spiegato inoltre che i messaggi di autopromozione sono soggetti alle norme pubblicitarie di carattere generale volte a tutelare i minori, e a vietare sia contenuti inappropriati – quali l’incitazione all’odio – che la promozione di sostanze nocive come il tabacco.
I messaggi che incitano all’acquisto di prodotti o servizi dell’emittente televisiva (come “premium pay-per-view “) sono considerati a carattere pubblicitario e, in quanto tali, vanno inclusi nel calcolo dei limiti orari dei 12 minuti”.

Il 3 settembre scorso, il Consiglio di Stato ha confermato la validità  delle modifiche introdotte dall’Agcom, richiedendo in via pregiudiziale alla Corte di Giustizia europea una pronuncia relativamente ad alcune questioni riguardanti televendite e autopromozioni.

Va detto che l ‘Italia ha anche accelerato e potenziato il meccanismo delle sanzioni in caso di violazione delle norme in materia di pubblicità  , conformemente alla normativa Ue. La legge 101/2008, infatti, oltre a sopprimere l’obbligo di inviare alle emittenti recalcitranti la notifica ufficiale – la cosiddetta diffida -, abolisce l’oblazione (ossia la possibilità  per le emittenti di pagamento della sanzione in misura ridotta) ed introduce sanzioni pecuniarie più elevate per tali violazioni (da 10.329 euro a 258.228 euro contro l’importo previsto in precedenza, compreso fra 5.165 e i 51.646 euro).