Editoria, New media

09 ottobre 2009 | 11:03

Media/World Summit Pechino: siti internet dovranno pagare notizie

Media/World Summit Pechino: siti internet dovranno pagare notizie

Ap e Murdoch contro “aggregatori e plagiatori”

Pechino, 9 ott. (Ap) – I motori di ricerca e altri siti che utilizzano gratuitamente contenuti informativi dovranno pagare: questo il messaggio lanciato dai circa 300 editori riunitisi in congresso a Pechino.

“Noi creatori di contenuti siano stati troppo lenti a reagire allo sfruttamento gratuito delle notizie di terze parti senza permesso: servizi web come Wikipedia, You-Tube o Facebook sono diventati destinazioni favorite dai clienti per le notizie di ultim’ora, lasciando da parte i siti di notizie tradizionali”, ha dichiarato Tom Curley, Ceo dell’Associated Press, che ha puntato il dito anche contro motori di ricerca e blogger: “Non tollereremo più la disconnessione fra coloro che si dedicano – con un alto costo economico e umano – a raccogliere notizie di pubblico interesse e coloro che ne traggono profitto senza sostenere l’attività ”.

Su un’identica linea anche Rupert Murdoch, patron della News Corporation: “Gli aggregatori di notizie e i plagiatori dovranno presto pagare un prezzo per utilizzare i nostri contenuti. Ma se non traiamo vantaggio dall’attuale trend verso i contenuti a pagamento, saranno i creatori – le persone qui dentro – a pagare il prezzo e i cleptomani a vincere”.

Al World Media Summit di Pechino riunisce 300 rappresentanti di oltre 170 testate da 80 Paesi, che discuteranno delle sfide e delle opportunità  fornite da internet e dalle nuove tecnologie, nonché degli effetti della crisi economica.

Fra gli altri anche Giuseppe Marra, editore e direttore delle agenzie del gruppo Gmc: “C’è da augurarsi che editori e giornalisti, arrivati in ritardo a comprendere la potenzialità  delle nuove tecnologie, non commettano oggi l’errore opposto: attribuire troppo risalto al dato tecnologico e poco a dati fondamentali quale l’attendibilità , la qualità  e la valenza etica dei messaggi”.